Categoria: Birmania

Papa Francesco per la prima volta afferma che gli Uiguri sono perseguitati. La risposta di Pechino: affermazioni “totalmente senza fondamento”.

Per la prima volta Papa Francesco ha definito i musulmani uiguri cinesi un popolo “perseguitato”, una presa di posizione che gli attivisti per i diritti umani lo esortano a fare da anni. Lo fa nell’ampio libro scritto da lui – in collaborazione con il giornalista Auste Ivereigh – “Ritorniamo a sognare”, in uscita in Italia dal 1° dicembre (Piemme).

In Myanmar il partito di Aung San Suu Kyi ha vinto le elezioni

E lei – premio Nobel popolare in patria ma criticata all’estero per i massacri dei musulmani – ha detto che nonostante la vittoria “schiacciante” lavorerà per creare un governo di unità nazionale.

I rifugiati Rohingya dimenticati dal mondo intero

La solidarietà nel mondo per le persone che sono vittime di violazioni dei diritti umani o politici non dovrebbe conoscere alcun confine. E quelli di noi che hanno parlato a nome di Aung San Suu Kyi quando era agli arresti domiciliari – quelli di noi che hanno marciato e hanno chiesto il suo rilascio – parleranno anche per i Rohingya.

Myanmar, Aung San Suu Kyi nega i crimini contro i Rohingya, Amnesty replica: “C’è ancora crisi dei diritti umani”

Le ricerche di Amnesty International hanno individuato 13 alti ufficiali dell’esercito di Myanmar, compreso il comandante in capo, il generale Min Aung Hlaing, responsabili di crimini contro i Rohingya.

La Cina riconquista l’inquieta Birmania dove contano i soldi non i diritti umani

Gli investitori occidentali lasciano il Paese di San Suu Kyi a causa delle guerre etniche e delle persecuzioni. E la cinica Pechino fa grandi progetti.

Due anni dopo, il mondo ha dimenticato i bambini rohingya? [video]

 

I bambini rohingya che sono fuggiti da stupri, torture e omicidi non sono una generazione perduta ,ma sono in pericolo di diventare dimenticati.  Di David Skinner.

Le fabbriche di abbigliamento che riforniscono il mercato europeo sono accusate di colpire i leader sindacali. I marchi europei implicati

I lavoratori e gli attivisti sostengono sia in atto una repressione del lavoro organizzato nelle fabbriche di abbigliamento di Yangon (capitale della Birmania), comprese quelle che riforniscono i principali marchi europei.