Categoria: Birmania

La Cina riconquista l’inquieta Birmania dove contano i soldi non i diritti umani

Gli investitori occidentali lasciano il Paese di San Suu Kyi a causa delle guerre etniche e delle persecuzioni. E la cinica Pechino fa grandi progetti.

Due anni dopo, il mondo ha dimenticato i bambini rohingya? [video]

 

I bambini rohingya che sono fuggiti da stupri, torture e omicidi non sono una generazione perduta ,ma sono in pericolo di diventare dimenticati.  Di David Skinner.

Le fabbriche di abbigliamento che riforniscono il mercato europeo sono accusate di colpire i leader sindacali. I marchi europei implicati

I lavoratori e gli attivisti sostengono sia in atto una repressione del lavoro organizzato nelle fabbriche di abbigliamento di Yangon (capitale della Birmania), comprese quelle che riforniscono i principali marchi europei.

Il 40% del debito pubblico della Birmania in mano a Pechino

L’on. Daw Cho Cho: “Restituire il denaro quanto prima”. È cinese il 97% dei prestiti accumulati dal Paese tra il 1988 ed il 2011. Pechino impone alti tassi d’interesse. Chiesta l’adozione urgente di una strategia per la gestione del deficit. Il senatore U Than Soe suggerisce: “Alla Cina, riso anziché dollari”.

Birmania, confermata condanna a 7 anni per i due giornalisti Reuters

Un tribunale birmano ha respinto il ricorso dei reporter, accusati di possesso illegale di documenti riservati. I due erano già stati condannati lo scorso settembre. Nel 2017 avevano denunciato la repressione contro i Rohingya a Rakhine.

Myanmar: il genocidio dei Rohingya continua. La missione delle Nazioni Unite contrastata da Cina e Russia

I ricercatori delle Nazioni Unite hanno dichiarato mercoledì scorso che il genocidio contro i Rohingya del Myanmar è ancora in corso e hanno presentato una relazione al Consiglio di sicurezza, chiedendo che la questione fosse rimessa a un tribunale internazionale.

Myanmar: due reporter della Reuters condannati a 7 anni di carcere. Indagavano sul genocidio dei Rohingya [video]

Wa Lone e Kyaw Soe Oo erano detenuti dal 12 dicembre 2017. Indagavano sulle stragi nel Rakhine, e l’esercito è riuscito a fermarli grazie a una legge risalente a quando il paese era autoritario e teneva prigioniera Aung San Suu Kyi.