Per Pechino,Tenzin Rinpoche ha rifiutato le cure ed è morto di infarto. In prigione la sorella e la nipote

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Tenzin Delek Rinpoche ha sofferto di un attacco di cuore dopo essersi rifiutato di vedere i dottori e di prendere le medicine. È quanto afferma la Xinhua, secondo cui una guardia ha trovato il monaco in arresto respiratorio dopo un sonnellino verso il mezzogiorno del 12 luglio scorso, data della sua morte.

“I dottori del reparto di emergenza dell’ospedale sono venuti subito a soccorrerlo e lo hanno portato all’unità di cure intensive dell’ospedale”, afferma l’agenzia, secondo cui il monaco è stato dichiarato morto circa un’ora più tardi.

L’articolo continua dicendo che il diritto alle cure di Tenzin Delek Rinpoche è stato assicurato fin dal suo arresto, ma “molte volte egli si è rifiutato di vedere i dottori o di prendere le medicine, alterando i suoi sintomi”.

Il monaco tibetano è morto a 65 anni nel Dazhu County People’s Hospital, nella provincia sud orientale del Sichuan, vicino alla prigione dove stava scontando una condanna all’ergastolo per “crimini terroristici e incitamento al separatismo”.

La sorella di Tenzin, Dolkar, ha dichiarato che il fratello è stato cremato lo scorso 16 luglio contro la volontà della famiglia e violando le tradizioni del buddismo tibetano. Ha anche aggiunto che gli ufficiali non le hanno riferito le cause della morte, accrescendo i suoi sospetti.

La polizia del Sichuan ha incarcerato la sorella di Tenzin Delek Rinpoche, Dolkar Lhamo, 55 anni, e la nipote Nyima Lhamo (25) nella capitale della provincia, Chengdu, attorno alle 8 del mattino dello scorso 17 luglio. Un attivista tibetano in esilio in India ha dichiarato a Radio Free Asia: “Non è stato dato alcun motivo per la loro incarcerazione, ma la gente del posto crede che fossero sospettate di aver condiviso informazioni relative alla morte di Rinpoche con altre persone”.

Tenzin Delek Rinpoche era un sostenitore del Dalai Lama, leader spirituale tibetano in esilio, accusato da Pechino di essere un pericoloso separatista.

Tenzin era stato condannato a morte nel dicembre del 2002 insieme all’attivista 28enne Lobsang Dhondup, per un attentato a Chengdu avvenuto nell’aprile dello stesso anno: l’esplosione di una bomba aveva ucciso una persona e ferito una seconda. I funzionari cinesi si sono sempre rifiutati di fare un processo a porte aperte (al contrario di quanto prevede la legge cinese) e di rilasciare il verdetto o gli atti d’accusa.

Nei giorni scorsi migliaia di tibetani si sono mobilitati da diverse province del Paese per chiedere la restituzione del corpo dei Tenzin, ma la polizia cinese non lo ha concesso.

AsiaNews,20/07/2015

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