Per le terre rare si profila una guerra tra Europa e Cina

Per le terra rare si profila una battaglia internazionale tra la Cina, che ha molto ristretto la loro esportazione, e l’Unione europea (Ue) che presto potrebbe appellarsi all’Organizzazione mondiale del commercio (Omc) per farla dichiarare illegittima. Intanto Pechino, per evitare una possibile seria condanna dell’organismo internazionale, insiste che il taglio dell’esportazione risponde a ragioni ambientali. La Commissione Ue, organo esecutivo del gruppo, già dall’anno scorso studia se sia legale la forte restrizione della Cina all’esportazione di questi minerali, essenziali nell’alta tecnologia e in alcuni sistemi militari, dai cavi a fibre ottiche agli autoveicoli elettrici. Per decenni la Cina ha coperto il 97% del fabbisogno mondiale, cedendo le terre rare a prezzi talmente bassi da renderne antieconomica l’estrazione altrove. Nel 2010 ha ristretto l’esportazione e da allora prosegue a ridurla in modo progressivo. Questo ha messo in difficoltà le imprese di alta tecnologia, anche perché sarà necessario qualche anno prima che l’estrazione in altri Paesi, subito ripresa, soddisfi la richiesta. Ora l’Ue appare pronta a presentare una denuncia all’Omc contro la restrizione dell’esportazione. Fonti confidenziali spiegano che queste restrizioni “sono discutibili per l’Organizzazione mondiale del Commercio”, in quanto contrarie al principio di libertà nei commerci. La Cina ha già risposto, in modo indiretto, che la riduzione vuole “proteggere l’ambiente e preservare le risorse”. Ma esperti ritengono che l’Omc possa ritenere debole l’argomentazione, peraltro già utilizzata da Pechino per giustificare restrizioni all’esportazione di bauxite e magnesio, utilizzati per produrre acciaio, alluminio e prodotti chimici. Intanto il 18 febbraio l’Omc ha depositato una relazione sull’esposto presentato nel 2009 da Ue, Stati Uniti e Messico contro la Cina proprio per le restrizioni nel commercio di bauxite e magnesio, che –secondo la denuncia- Pechino fornisce alle imprese nazionali con  un ingiusto vantaggio rispetto alle ditte estere. La relazione è “confidenziale”, perché l’Omc attende le osservazioni delle parti per stilare un rapporto definitivo entro un paio di mesi. Ma secondo fonti riservare l’Omc avrebbe sollevato il problema se la restrizione per conservare le risorse corrisponda alle finalità generali dello Stato, o soltanto favorisca le manifatture cinesi. Ieri il ministro cinese per la Protezione Ambientale ha annunciato una legge per ridurre l’estrazione di alcune materie inquinanti, tra cui terre rare, “per promuovere lo sviluppo sostenibile e salubre del settore”. La nuova normativa entrerà in vigore il 1° ottobre. Peraltro le miniere e produzioni in atto avranno tempo fino al 2014 per adeguarsi. Per tale epoca, tutti prevedono che la produzione mondiale avrà supplito all’attuale improvvisa scarsità di terre rare.

Fonte: Asia News, 2 marzo 2011

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