Per il Nuovo Anno della Tigre saranno in viaggio 210 milioni di migranti

Come ogni anno, si ripete l’esodo dei migranti, molti dei quali tornano a casa solo per il capodanno. Ma quest’anno forse sarà diverso: molti sperano di trovare lavoro vicino casa e restarci. Decine di milioni di migranti iniziano l’esodo per il capodanno cinese che quest’anno cade il 14 febbraio, per tornare a casa dalle grandi città dove lavorano. Ma questa volta molti di loro sperano di trovare un lavoro vicino al loro villaggio rurale e restarci. Nella Cina che non tutela i lavoratori, ieri un imprenditore ha accoltellato 2 operai che protestavano perché gli aveva abbassato il salario di 3 yuan al giorno (meno di 30 centesimi di euro).Per la gran parte dei migranti, il Nuovo Anno Lunare è l’unica occasione di tornare a casa, dove molti hanno lasciato genitori e figli. Le ferrovie sono prese d’assalto da interminabili file di persone, cariche di sacche e valige: si calcola ci saranno non meno di 210 milioni di passeggeri in 40 giorni, equivalenti alla popolazione della Russia, per viaggi anche di oltre 20 ore su scomodi sedili di legno, portando l’involto del pasto. Quest’anno molti migranti sperano di trovare lavoro vicino casa e non tornare più nelle grandi città, dove da decenni vivono come cittadini di seconda categoria, senza assistenza sanitaria né istruzione scolastica gratuita per i figli, con poca tutela sul lavoro e costretti a pagare affitti alti per vivere in parecchi in stanze-dormitorio.

Il 3 febbraio a Zhengzhou (Henan) l’imprenditore Wu Xianmin ha ucciso a coltellate due migranti che protestavano per la riduzione del salario di 3 yuan (meno di 30 centesimi di euro) al giorno.

Nell’affollata stazione di Guangzhou, Li Beiyong spiega al quotidiano South China Morning Post che durante le vacanze cercherà “un lavoro decente vicino casa”. Li, 24 anni, lavora come cameriera in un albergo di Ningbo, a sud di Shanghai, e guadagna 1.500 yuan al mese. “La paga potrebbe essere inferiore –dice- ma il costo della vita è pure meno alto. Lì potrei riuscire meglio”. Appena un anno fa molti migranti, al ritorno dalle vacanze, hanno trovato la fabbrica chiusa senza nemmeno ricevere la liquidazione. Ora, all’opposto, c’è scarsità di mano d’opera. Molti migranti trovano lavoro più vicino casa, ora che le povere province interne diventano più prosperose; inoltre la popolazione in età da lavoro diminuisce quale conseguenza della politica del figlio-unico e i giovani cercano lavori migliori che l’operaio o il muratore. Infine i finanziamenti del governo, per stimolare l’economia, hanno creato posti di lavoro in tutto il Paese e hanno così sottratto forza lavoro alle fabbriche dell’est. Pechino vuole stimolare la creazione di posti di lavoro in tutto il Paese, per rendere l’economia meno dipendente dall’esportazione all’estero. Al punto che molte fabbriche hanno persino aumentato i salari, bisognose di più braccia.

Fonte: AsiaNews, 6 febbraio 2010

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