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Pena di morte: In Cina iniezione letale, non piu’ colpo alla nuca

Cambio di rotta in Cina nelle modalita’ di esecuzione della pena di morte [1]: le autorita’ hanno deciso che i condannati non verranno piu’ giustiziati con un colpo d’arma da fuoco, bensi’ con un iniezione letale [2].All’esterno della prigione di Pechino, dove c’e’ il braccio della morte on il maggior numero di condannati della capitale, e’ gia’ stata costruita una struttura e adesso si comincera’ a preparare la polizia, ma anche il personale sanitario che dovra’ somministrare la sostanza letale e controllare l’avvenuto decesso. La Cina è il Paese dove avviene il maggior numero di esecuzioni capitali nel mondo [1]. Secondo le autorita’, l’iniezione letale -che nel Paese e’ stata autorizzata nel 1997- e’ meno invasiva, piu’ sicura e meno costosa. “L’iniezione letale e’ il metodo piu’ diffuso di pena di morte nei Paesi che adottano la pena capitale, la Cina si adeguera’”, ha spiegato Hu Yunteng, capo dell’ufficio studio del tribunale Suprema del popolo. Non solo: l’iniezione letale “e’ considerata piu’ umana” perche’, rispetto al colpo alla nuca, “attenua la paura dei condannati a morte e il loro dolore”. Nel 2008, secondo Amnesty International, sono state eseguite piu’ di 1.700 cnodanne a morte in Cina; ma siccome Pechino non rende pubblici i dati, secondo le organizzazioni a tutela dei diritti umani, le cifre potrebbero molto piu’ alte.
Dopo una serie di riconosciuti errori giudiziari, il gigante asiatico ha lentamente cominciato a rivedere il sistema giudiziario relativo alla pena di morte: all’inizio del 2007, la Corte Suprema del Popolo ha iniziato a rivedere ogni sentenza capitale (prima il compito di emettere il giudizio finale era lasciato ai tribunali di rango inferiore) e la novita’ -secondo Pechino- dovrebbe contribuire a diminuire il numero delle sentenze capitali.

Agi, 16 giugno 2009