Pechino sostituisce lingue tibetane e uigure con il cinese mandarino

Carol Wickenkamp,Epoch Times, 13.01.2014

Otto tibetani sono stati arrestati la settimana scorsa: difendevano le lingue etniche e locali dai tentativi di Pechino di eliminarle.

Radio Free Asia (Rfa) ha riferito che i Tibetani sono stati accusati di voler preservare la loro lingua e la loro radicata identità culturale. La pratica di insegnamento della lingua locale è considerata un’attività illegale dalle autorità sia in Tibet che nelle regioni Uigure, dove il regime cinese cerca di eliminare le lingue etniche e di sostituirle con il mandarino, lingua ufficiale della Cina.

I tibetani sono stati arrestati nel comune di Karma, dove Khenpo Kartse – figura religiosa tibetana popolare – è stato arrestato circa un mese fa con l’accusa di svolgere attività anti-statali, tra cui l’insegnamento della lingua tibetana, hanno riferito alcune fonti sempre a Rfa.

In Tibet, il regime cinese reprime la cultura tibetana rendendo il linguaggio ridondante in tutta la società, riferisce l’Amministrazione Centrale Tibetana. Riguardo al sistema di istruzione, che è controllato interamente dal Partito Comunista Cinese, l’amministrazione sostiene che sia impostato per soddisfare solamente le esigenze degli immigrati cinesi piuttosto che degli studenti tibetani.

Nello Xinjiang, una simile repressione del linguaggio viene applicata anche sulla popolazione uigura.

«Aggravati dalle restrizioni sulle pratiche culturali e dall’incombente eliminazione della lingua uigura dal sistema educativo, gli uiguri rischiano di perdere la loro identità etnica distintiva», ha affermato Rebiya Kadeer, presidente del Congresso Mondiale Uiguro in esilio, in un’audizione al Congresso degli Stati Uniti del 2012 a Washington.

Persino i dialetti minori sono sotto assedio. Secondo quanto riferito dal media di Stato Global Times, l’Amministrazione Generale di stampa, notizie, radio, film e televisione di Stato cinese, ha ordinato a tutti i presentatori media di rimanere in prima linea nella promozione del dialetto mandarino di Pechino, aumentando il ‘soft power’ della cultura cinese.

Le emittenti televisive e radiofoniche vengono tutte ‘istruite’ a parlare il mandarino corretto e a non imitare i dialetti, riferisce l’articolo.
Xu Mei, rappresentante del Ministero della Pubblica Istruzione, ha riferito al media di Stato Xinhua in un articolo del settembre 2013 che un intero terzo della popolazione cinese, circa quattrocento milioni di persone, non sanno parlare il mandarino. Xu ha continuato dicendo che nel 2014 il Ministero si concentrerà sulla promozione del mandarino anche nelle campagne remote e nelle aree abitate da minoranze etniche.

Fonte,Epoch Times: http://www.epochtimes.it/news/pechino-sostituisce-lingue-tibetane-e-uigure-con-il-cinese-mandarino—125131

English version,click here:
Beijing Pushes Mandarin, Punishing Ethnic Tongues

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