Pechino smantella gli alloggi, avviato il rientro dei profughi birmani a Kokang

Le autorità cinesi hanno avviato lo smantellamento degli alloggi temporanei allestiti a Nansan, cittadina dello Yunnan al confine fra Cina e Myanmar, utilizzati per ospitare migliaia profughi birmani in fuga dal conflitto fra esercito governativo e gruppi ribelli.

Ieri è iniziato il lento rientro dei profughi, proseguito nella giornata di oggi. Pechino non ha concesso agli sfollati lo status di rifugiati, ma ha garantito loro cibo, acqua e alloggio. Molti di loro, pur vivendo in Myanmar, sono di etnia cinese. Nei giorni scorsi circa 37mila hanno abbandonato la città di Kokang, in territorio birmano; tra ieri e oggi i due terzi sono rientrati bordo di autobus forniti dal governo cinese.

Il conflitto fra l’esercito birmano e le milizie ribelli nella zona è divampato nelle scorse settimane causando, secondo le stime ufficiali del governo, 26 vittime tra i militari, otto fra i guerriglieri e migliaia di civili in fuga.

Il problema delle minoranze etniche si trascina da decenni. La dittatura militare ha lanciato un’offensiva per costringerli alla resa in vista delle elezioni politiche del 2010 e a collaborare nella difesa dei confini nazionali. Le truppe governative hanno conquistato il controllo della cittadina di Kokang, grazie alla collaborazione di frange locali che si sono unite nella lotta contro i gruppi ribelli.

Il sito birmano Shan Herald riferisce che alcuni soldati del Myanmar National Democratic Alliance Army (Mndaa), che controllano Kokang dall’accordo sul cessate il fuoco raggiunto nel 1989, hanno varcato il confine con la Cina e sono stati disarmati dall’esercito di Pechino. Lo Shan Herald ipotizza inoltre che all’origine degli scontri vi sia “il progetto cinese di costruire la diga di Kunlong”, nello Stato birmano degli Shan. Un piano per il quale Cina e Myanmar hanno previsto lo spostamento forzato di migliaia di abitanti della zona, compresi i cittadini di Kokang.

Aung Din, direttore esecutivo di US Campaign for Burma, conferma l’avanzata delle truppe governative nel nord-est del Paese, preludio a una possibile escalation del conflitto. Se la giunta completerà il controllo dei territori, a beneficiarne sarà il governo di Pechino che ha sottoscritto diversi progetti economici e commerciali con la giunta nella zona.

Fonte: AsiaNews, 1 settembre 2009

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