Pechino: situazione ambientale sempre più grave; visibilità a poche decine di metri.

La Cina, da anni, convive con l’incubo inquinamento; le grandi metropoli urbane sono avvolte da una densa coltre di smog, talmente spessa da offuscare il sole anche nelle giornate estive.


I rimedi messi in campo per arginare questo fenomeno sempre più preoccupante sembrano non aver sortito effetti degni di nota: è di questi giorni un nuovo allarme smog nella metropoli di Pechino.

Nella capitale della Cina la concentrazione di Pm 2.5, le polveri sottili dannose per la salute, è schizzata a quota 551, mentre la visibilità si è ridotta a poche decine di metri. Il consueto sms della municipalità ha raggiunto i cellulari con il lancio per il weekend dell’allerta “arancione”, il secondo dei 4 livelli di gravità dell’inquinamento
Una densa coltre di polveri sottili ammorba l’aria della città, tanto da costringere le autorità locali a sconsigliare attività all’aperto per i cittadini.

Lo afferma uno studio della Berkeley Earth pubblicato dalla rivista “Plos One”, che per la prima volta ha mappato le zone del Paese che producono più inquinanti.

Secondo Lei Wen, del Ministero dell’Industria, il problema sta nel modello di produzione industriale, che propone uno sfruttamento intensivo, con un grande impatto inquinante. Un altro problema è la poca spesa statale per l’ambiente.

Il governo centrale ha promesso di spendere almeno l’1,5% del Pil (Prodotto interno lordo) per proteggere l’ambiente. Ma finora, negli ultimi anni, la spesa si aggira attorno all’1%.

TgCom”24/Il Meteo.it, altre fonti, 04/12/2016

English article, CCTV: Orange alert of smog for Beijing, other northern areas

 

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