Pechino schiaccia gli avvocati per i diritti umani ed estorce confessioni con la tortura: petizione mondiale

Almeno 233 avvocati sono stati minacciati o detenuti dalla polizia. Il Quotidiano del popolo ha pubblicato una “confessione” di Zhou Shifeng, direttore dello studio Fengrui, accusato di “attività criminali”, condotta non professionale, incitamento alla sovversione, corruzione, relazioni sessuali inappropriate. Un analista politico: “ritorno ai metodi della Rivoluzione culturale”. La petizione sul sito Change.org.

Hong Kong (AsiaNews/Agenzie) – Più di 40 avvocati di Hong Kong hanno lanciato una petizione globale denunciando la repressione contro avvocati per i diritti umani in Cina.

Dal 10 luglio, almeno 233 avvocati per i diritti umani sono stati catturati, minacciati o detenuti dalla polizia, in un’operazione di repressione che non ha precedenti. Secondo il China Human Rights Lawyers Concern Group almeno 14 di essi sono in prigione e sei sono scomparsi

Nel mirino vi sono soprattutto gli associati dello studio legale Fengrui di Pechino, famosi per difendere in maniera gratuita diversi cittadini cinesi vittime di soprusi e vessazioni da parte delle autorità.

L’appello da Hong Kong è stato lanciato ieri con urgenza, dopo che il Quotidiano del popolo ha pubblicato una “confessione” del direttore del Fengrui, Zhou Shifeng. Secondo l’organo del partito comunista cinese, Zhou ha confessato che il suo studio era “coinvolto in attività criminali”, in unione con attivisti e portatori di petizioni per “provocare disordini”.

Secondo esperti, la “confessione” è stata estorta – come spesso avviene in Cina – attraverso torture fisiche e mentali.

Gli avvocati arrestati sono accusati di “incitamento alla sovversione del potere dello Stato”, “condotta non professionale”, corruzione, tangenti, e “relazioni sessuali inappropriate”.

A un figlio 16enne degli avvocati implicati, Wang Yu, è stato ritirato il passaporto, rendendogli impossibile andare in Australia a studiare. Alla famiglia è stato proibito anche di assumere un avvocato per la difesa.

Johnny Lau Yui-siu, analista politico di Hong Kong, afferma al South China Morning Post che la campagna di accuse infamanti e le violenze contro i familiari dei detenuti sono una specie di revival delle pratiche in auge durante la Rivoluzione culturale. Esse sono pure una presa in giro delle promesse del Partito di attuare uno stato di diritto in Cina.

La petizione è pubblicata sul sito Change.org.

Fonte: Asianews, 20/7/15

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