Pechino proibisce nuovi impianti che non producano energia pulita

Con un provvedimento senza precedenti, il ministro cinese per la Protezione ambientale ha vietato la costruzione di nuovi impianti a due ditte leader per l’energia: la China Huaneng Group, primo produttore nazionale di energia, e la China Huadian Group.Ieri il sito web del ministro ha indicato che saranno ammessi solo i loro nuovi impianti di energia pulita o i progetti che tutelano l’ambiente e ha ribadito che lo sviluppo economico non può avvenire a danno dell’ambiente, anche in un periodo di crisi.

Insieme le due imprese nel 2008 hanno generato circa il 20% della produzione nazionale di energia. Ma sono state spesso accusate di violare norme elementari per il rispetto dell’ambiente e di voler agire senza controlli. Così, la Huaneng è accusata di avere fatto dighe sul fiume Jinsha a gennaio, senza la necessaria approvazione ministeriale, per costruire un impianto idroelettrico a Longkaikou. Sempre a gennaio, la Huadian ha eretto dighe sempre sullo Jinsha per realizzare un impianto a Ludila, pure senza autorizzazione.

La Huaneng ha realizzato un impianto a carbone per generare energia nella Mongolia interna, usando l’acqua per raffreddare i generatori invece che l’aria come previsto nel progetto approvato, senza curarsi che l’impianto assorbe importanti risorse idriche in una zona arida.

Tao Detian, portavoce del ministro, ha detto che questi due impianti idroelettrici avrebbero “un forte impatto” sull’ambiente e rischiano di rovinare l’ecologia e quindi l’economia dell’intera zona, anche molto basata sulla pesca. Egli ha precisato che occorrono ulteriori studi sull’impatto ambientale degli impianti sul fiume Jinsha.

Zhao Yi, professore presso la Scuola di scienza ambientale ed ingegneria dell’Università North China Electric Power, conferma che è la prima volta che il governo ferma i progetti di simili colossi.

Fonti di Xinhua riferiscono che questo periodo il governo è più attento per evitare che i finanziamenti concessi da Pechino siano usati per creare nuove ditte per lo sfruttamento intensivo dell’energia, che siano molto inquinanti.

Il boom economico cinese è avvenuto, tra l’altro, anche grazie a uno sfruttamento senza limiti dell’ambiente: le ditte industriali si sono arricchite, mentre ai rurali hanno lasciato un diffuso inquinamento nocivo per l’economia e per la salute personale, cosa che ha spesso innescato proteste di piazza. Dopo anni, la popolazione è scettica circa l’effettiva volontà di Pechino di far rispettare l’ambiente: basti considerare che dopo l’annuncio, le azioni della Huadian Group hanno avuto un calo minimo, appena tra lo 0,23 e l’1,91%.

fonte: Asianews, 12 giugno 2009

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.