PECHINO ” L’Occidente cambierà opinione sul Tibet e lo Xinjiang”

Pechino, 19 feb. – “La Cina convincerà l’opinione pubblica occidentale sulle questioni di Tibet e Xinjiang”, sono queste le parole di Zhu Weiqun, presidente della Commissione Affari Etnici e Religiosi della Conferenza Consultiva Politica del Popolo Cinese pubblicate mercoledi’ sul sito Web gestito dal governo China Tibet Online.


Un monaco tibetano utilizza un telefono cellulare vicino al monastero Dzamthang Jonang in Barma 16 maggio 2013.

Secondo Zhu Weiqun, considerato il maggiore coinvolgimento della Cina nella scena internazionale, “l’Occidente comprendera’ la situazione reale di Tibet e Xinjiang, il vero volto del Dalai Lama e delle milizie separatiste del Turkestan orientale operative nello Xinjiang”.

“In Occidente sono ancora in pochi ad aver compreso appieno la situazione, ma la storia e’ dalla parte della Cina, e prima o poi anche l’Occidente se ne convincerà'”, continua Zhu che aggiunge: “Ci vorra’ tempo e pazienza, ma il tempo e’ dalla parte della Cina”.

Zhu ha poi aggiunto che “la Cina continuerà con la sua politica decisa a raggiungere la stabilita’ in quelle aree, al di la’ del punto di vista occidentale” , dichiarandosi “assolutamente in disaccordo con i leader occidentali che hanno incontrato il Dalai Lama, sostenendo la causa del Tibet e compromettendo le relazioni diplomatiche con Pechino” .

“Possiamo solo cercare di far cambiare idea all’occidente, facendo capire che il potere della Cina non puo’ essere evitato e che i loro interessi stanno nello sviluppo e nelle relazioni con la Cina, non il contrario”.

Tibet e Xinjiang sono due delle aree più sensibili della Cina e da anni attirano l’attenzione dell’opinione pubblica occidentale in termini di violazioni dei diritti umani perpetrate dalla Repubblica Popolare Cinese nei confronti delle minoranze etniche locali. In particolare il Tibet che ha guadagnato il sostegno di politici e personaggi celebri occidentali.

Pechino sostiene di aver investito molto negli ultimi anni nello sviluppo delle aree occidentali più arretrate della Cina, ma la tensione tra le popolazioni locali e il governo centrale non si e’ mai calmata: dal 2009 a oggi, sono 120 i tibetani che si sono dati fuoco in segno di protesta contro il partito, mentre nell’aprile del 2013 oltre 100 persone sono morte negli scontri tra manifestanti di etnia uigura e polizia nella regione del Xinjiang.

Fonte :Agi China24,Reuters,19/02/2014

English version, click here:
China says it will win West over to its view on Tibet, Xinjiang

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