Pechino deve spendere, in tre settimane, 2mila miliardi

Per far quadrare il bilancio annuale, i governi locali sono “costretti” a spendere: il rischio è che il prossimo anno vengano ristrette le concessioni di fondi statali. Altissimo il timore di furti e di sprechi, a danno della popolazione. Perché non aumentare i salari?
Il governo cinese ha ancora nel cassetto 2mila miliardi di yuan [circa 200 miliardi di euro] , pari a un quarto del budget annuale, che è costretto a spendere in tre settimane (ai vari livelli della burocrazia statale) per chiudere in pari il bilancio del 2009. Ma gli analisti avvertono che queste “spese obbligate” porteranno inevitabilmente all’appropriazione indebita dei fondi statali o, nel migliore dei casi, allo sperpero dei fondi che derivano dal gettito fiscale.
Alla fine del novembre 2009, il ministero cinese delle Finanze ha dichiarato che le spese governative ammontavano a oltre 5mila miliardi di yuan, ovvero il 73,8% di quanto stanziato all’inizio dell’anno. He Zhenyi, ricercatore dell’Accademia delle Scienze sociali, dice che i funzionari del governo centrale e di quelli provinciali “inizieranno a spendere il più possibile. Il rischio è che, il prossimo anno, verrà tagliato il budget per le loro zone, riducendo i fondi a disposizione”.
Per consentire una spesa così imponente in pochi giorni, avverte però il ricercatore, “assisteremo probabilmente alla costruzione di lussuosi uffici, all’acquisto di macchine di pregio e la concessione di sostanziosi bonus, non giustificati, ai collaboratori”. Xie Xuren, ministro delle Finanze, ha invitato i governi locali a prendere le misure necessarie per evitare sprechi.
Il dibattito su cosa fare di questi fondi si è aperto in Cina, con teorie diverse sul miglior utilizzo. Wang Xiangwei, editorialista del South China Morning Post, scrive: “La cosa più sensata sarebbe quella di dividere la somma per gli abitanti della Cina, e restituire loro il denaro. La proposta non è ovviamente fattibile, è solo una provocazione, ma se il governo alzasse i salari con questo surplus di bilancio darebbe un ottimo incremento al mercato interno”.
Altri propongono di investirli nei progetti di infrastrutture, mentre la maggior parte dei quotidiani governativi propone un taglio delle tasse per il prossimo anno. Nessuno parla di spese per la sanità o per l’infanzia, mentre molti temono che i 2mila miliardi possano finire direttamente nelle casse dell’esercito.
Non è la prima volta che il governo non riesce a spendere quanto previsto nel budget, ma quella di quest’anno è la somma più alta mai registrata. Secondo Ma Guoxian, direttore del Centro di ricerca per la politica pubblica dell’università di Shanghai, spiega: “I soldi non sono stati spesi per due motivi: il primo, è che erano stati messi in bilancio per progetti di infrastrutture che impiegano tempo a partire. Il secondo è che la crisi ha spaventato i governi locali, che hanno aspettato molto prima di concedere i fondi richiesti”.
Fonte: AsiaNews, 14 dicembre 2009

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