Pechino crea una guarnigione militare per controllare il mar Cinese meridionale

Le autorità di Pechino hanno approvato l’istallazione di una guarnigione militare sulle Paracels, gruppo di isole situate nel mar Cinese meridionale, al centro di un’aspra contesa con Vietnam e Filippine. È quanto confermano oggi i media ufficiali di Stato, secondo cui la base verrà eretta a Sansha, cittadina dell’isola di Woody (Paracel) formata nel giugno scorso per agevolare l’amministrazione dell’area. Ieri la popolazione residente di nazionalità cinese (poco più di un migliaio di persone, in maggioranza pescatori) ha inoltre eletto 45 parlamentari, chiamati a governare l’assemblea della neonata cittadina. La scelta di formare un avamposto militare nella zona – anche se non vi sono dettagli sul numero di soldati utilizzati e la tempistica – è destinato ad acuire le tensioni in un’area strategica per il commercio internazionale e ricca di materie prime, petrolio e gas naturali. L’agenzia ufficiale Xinhua riferisce che la Commissione militare centrale (Cmc) ha dato il via libera al distaccamento militare del People’s Liberation Army (Pla) nel Guangzhou, per la “formazione di una guarnigione militare” a Sansha. Le truppe saranno “responsabili nella gestione della difesa” della città, oltre che “dell’approvvigionamento delle scorte” e del coordinamento delle “operazioni militari”. La responsabilità gestionale della struttura è affidata in via congiunta “al sotto-comando provinciale dell’Hainan e alla leadership civile della città”. Nel frattempo in Vietnam continuano le proteste dei cittadini contro la politica “imperialista” cinese nella regione Asia-Pacifico. Ieri ad Hanoi circa 150 manifestanti hanno marciato lungo le vie della capitale, per rivendicare i diritti vietnamiti sulle Spratly e le Paracel. I dimostranti, tra cui molte famiglie con figli piccoli e anziani al seguito, hanno sfidato gli ordini della polizia e hanno raggiunto le barricate fatte innalzare dal governo, per impedire ogni accesso alla piazza in cui è situata l’ambasciata cinese. L’arcipelago nel mar Cinese meridionale, potenzialmente ricco di giacimenti petroliferi sottomarini, è conteso da Cina, Vietnam, Brunei, Taiwan, Filippine e Malaysia e da tempo i tentativi di impossessarsi di un atollo o di un altro producono frizioni fra i vari Paesi. Filippine e Vietnam accusano Pechino di essere sempre più aggressiva nel rivendicare la sovranità sull’arcipelago. Nelle scorse settimane si sono verificati scontri fra pescherecci filippini, vietnamiti e cinesi. Manila e Hanoi cercano alleati nell’Asean (Associazione dei Paesi del sud est asiatico) per andare contro la Cina. Tuttavia, il recente raduno dell’organismo in Cambogia si è concluso con un nulla di fatto, con i Paesi membri incapaci fino all’ultimo di stilare una mozione comune contro Pechino. Decisiva l’opposizione del governo ospitante; sulla scelta di Phnom Penh ha pesato lo stretto legame economico che unisce Cina e Cambogia. Le mire egemoniche della Cina preoccupano anche gli Stati Uniti che hanno accresciuto la loro presenza navale nel Pacifico.

Fonte: Asia News, 23 luglio 2012

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.