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Pechino ‘colpisce duramente’ prima di importante meeting politico

Matthew Robertson, The Epoch Times, 15.10.2013

Il Partito Comunista Cinese ha lanciato una nuova campagna volta a colpire duramente chiunque possa protestare contro le sue leggi.

La campagna – che verrà probabilmente istituita con diverse modalità in tutto il Paese – è stata annunciata prima di un importante incontro politico che si terrà a Pechino il mese prossimo e comporterà: la mobilitazione della polizia, sopralluoghi domiciliari, quote di cattura, intensificazione delle misure di sorveglianza e il rispetto rigoroso dell’ideologia comunista.

I documenti, com’è solito per le note interne del servizio di sicurezza comunista, hanno un linguaggio pesante e bellicoso. Per esempio la seconda pagina dichiara: «Dobbiamo mobilitare le truppe a combattere contro tutte le attività criminali, conducendo un attacco massiccio. Dobbiamo condurre una guerra di mine, una guerra di trincea ed eliminare completamente tutte le minacce alla stabilità sociale».

Una direttiva di 19 pagine datata 29 settembre, ottenuta inizialmente dalla New Tang Dynasty Television di New York e condivisa con Epoch Times, delinea il piano per Chaoyang, un comune di tre milioni di persone nella provincia Nord-orientale del Liaoning.

In cima alla lista degli obiettivi per la campagna di tre mesi vi sono i praticanti del Falun Gong, un’antica pratica spirituale che in Cina è perseguitata dal 1999.

I funzionari del Partito per la sicurezza sono intenzionati a impedire ai praticanti di riunirsi per inviare messaggi di testo o fare telefonate per informare altri cinesi circa la violenta campagna che è stata scatenata contro la pratica. Essi intendono inoltre «scovare gli elementi chiave» ed «enfatizzare i sopralluoghi domiciliari sulle persone chiave».

Per incentivare gli arresti dei praticanti del Falun Gong vengono assegnati dei premi in denaro a tutti gli agenti della sicurezza interna – che hanno il compito di perseguitare i gruppi di dissidenti – alla polizia di pattuglia, alla polizia postale, agli investigatori e anche alla stradale. Gli uffici di pubblica sicurezza a livello di contea devono «portare a termine» almeno otto casi, secondo quanto dice il documento.

Yiyang Xia, direttore di alto livello di Politica e Ricerca presso la Human Rights Law Foundation – un’organizzazione legale di Washington – ha detto che il documento «non è una circolare sulla persecuzione del Falun Gong, ma fa parte del sistema di mantenimento della stabilità sociale, dove sopprimere il Falun Gong è una priorità».

In particolare, l’inclusione di spicco nel documento del materiale riguardante il Falun Gong conferma che non vi è stato alcun cambiamento nella politica di persecuzione da parte del Partito dopo l’installazione della leadership di Xi Jinping, nonostante qualche apparente diminuzione di intensità dal 2012.

Dopo aver impostato la campagna contro il Falun Gong, il documento si rivolge ad altri target: petizionisti – persone lese che organizzano proteste all’esterno di edifici statali – e infine veri criminali come: ladruncoli, falsari, operatori di marketing piramidale, prostitute e giocatori d’azzardo.

La prima pagina fa riferimento a una conferenza nazionale di pubblica sicurezza che si è tenuta di recente, l’evento che ha preceduto la stesura della nota. Solitamente il contenuto di tali circolari ricapitola le direttive politiche e gli obiettivi stabiliti dal Partito centrale, secondo quanto detto da Xia, il ricercatore. Spesso i documenti di questo tipo vengono poi replicati dagli Uffici di pubblica Sicurezza a livello provinciale, cittadino e di contea in tutto il Paese, cosicché ogni reparto possa prepararsi a svolgere la campagna nella propria area.

In base alle affermazioni di Xia, è probabile che in questo caso particolare sia stato il Comitato per gli Affari politici e amministrativi, che controlla l’apparato di sicurezza del Partito, a sottoscrivere e istigare la campagna. L’agenzia è attualmente diretta da Meng Jianzhu, un membro dell’elite del Politburo.

Vengono ideate oltre una dozzina di mobilitazioni affinché siano attuate da grandi gruppi della «polizia del popolo»: un gruppo per «entrare nella comunità», un altro per svolgere il «grandioso piano di visita», un altro ancora per aizzare le folle.

Il «grandioso piano di visita» si riferisce al fatto che la polizia vada a bussare alle porte delle persone e tenti, apparentemente, di risolvere le loro controversie con il regime prima che ricorrano a proteste di piazza.

Le mobilitazioni di questo tipo sono spesso note come campagne strike hard [colpire duramente] e, in quanto parte del modus operandi del Partito Comunista per le sue forze di sicurezza, vengono periodicamente messe in atto da decenni.

Il documento fa anche riferimento alla creazione di un «sistema di sorveglianza sociale globale» che coinvolge l’installazione di videocamere ad alta risoluzione nei condomini.

Il tempismo della campagna è significativo: ricopre l’arco di tempo durante il quale si terrà a Pechino la Terza Sessione plenaria del Partito Comunista, dove si prevede vengano rilevate una serie di nuove politiche di riforma economica. Xi Jinping, il leader del Partito, sta inoltre conducendo una campagna di alto profilo contro la corruzionenel Partito e l’incontro sarà un’altra occasione per mettere il suo timbro sulla direzione politica del regime.

«Il Terzo Plenum sarà una grande battaglia nella leadership del Partito, quindi indipendentemente da quanto sia pessima la situazione al suo interno, non vogliono ulteriori proteste – ha detto Yiyang Xia – In pratica si tratta di una questione di fiducia. Pensano di avere nemici ovunque e non hanno fiducia».

Fonte: http://www.epochtimes.it/news/pechino-colpisce-duramente-prima-di-importante-meeting-politico—124354

English Version:

http://www.theepochtimes.com/n3/314917-beijing-strikes-hard-prior-to-major-political-meeting/ [1]