Pechino: chiusi decine di asili, 50mila figli di migranti cacciati in strada

Giro di vite del governo di Pechino contro gli asili non autorizzati del distretto Daxing. Decine di migliaia di bambini, figli di migranti, si trovano ora senza scuola. I milioni di lavoratori migranti che vivono a Pechino non hanno diritto alle scuole statali, perché non hanno qui la residenza (hukou): l’hanno mantenuta nel villaggio d’origine, spesso per non perdere diritto al terreno e alla casa che hanno lì, o per ragioni simili. In genere entrambi i genitori lavorano e non guadagnano abbastanza per pagare un asilo privato. Le scuole non autorizzate per migranti sono invece abbastanza economiche, assicurano un’istruzione di base e tengono i bambini per l’intera giornata. Shi Xiewu lavora in una fabbrica di vetro. Insieme alla moglie, guadagnano circa 3mila yuan al mese. Il 13 maggio le autorità hanno chiuso l’asilo Fenglong nel villaggio di Xizhuan, città di Huangcun, dove va loro figlia. Shi spiega al South China Morning Post che lui e la moglie ora badano alla bambina a turno, ma quando entrambi lavorano “siamo costretti a chiuderla in casa da sola per tutto il giorno”. Pechino da alcuni mesi ha iniziato uno stretto controllo su simili attività illegali, dopo che il 25 aprile un grave incendio nei sobborghi della città di Jiugong ha ucciso 18 persone. Gli asili per migranti spesso non possono ottenere la licenza, perché sono gestiti da persone pure non residenti a Pechino: senza hukou, non puoi fare nulla in Cina. Zhang Jianjun dirige la scuola Fenglong, una delle meglio attrezzate, ospita circa 350 studenti. Di recente ha comprato un impianto di videoregistrazione per le telecamere di sorveglianza per 8000 yuan e due impianti di aria condizionata per 1.500 yuan ciascuno, come chiestogli dalle autorità. Ma poi la beffa: chiusura coattiva dell’asilo, perché Zhang non ha l’hukou. Secondo chi gestisce queste strutture, nel distretto Daxing ci sono tra 40 e 50mila figli di migranti che frequentano simili asili non autorizzati. Manca qualsiasi dato ufficiale, perché per le autorità della città chi non ha il regolare hukou, non esiste. Da anni si parla di modificare la legge sulla residenza, ma finora senza effettivi risultati.

Fonte: Asia News, 15 maggio 2011

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.