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Pechino ammette: Gao Zhisheng “è stato condannato”

Gao Zhisheng, avvocato cristiano e noto dissidente, “è stato condannato per aver commesso il crimine di sovversione dei poteri statali”. Lo ha ammesso il ministro cinese degli Esteri, Yang Jiechi, nel corso della conferenza stampa congiunta con la sua controparte inglese, David Miliband, in visita a Pechino. Tuttavia, il funzionario comunista non ha specificato dove si trovi l’avvocato, arrestato l’ultima volta nel febbraio del 2009 e da allora sparito nel nulla.

Yang non ha neppure chiarito se la condanna si riferisce al processo celebrato (in un solo giorno) nel 2006, oppure se si tratta della conclusione di un nuovo procedimento. Il fratello maggiore del dissidente, Gao Zhiyi, commenta: “Cerchiamo ancora di capire cosa succede, dobbiamo aspettare per avere nuove notizie. Se è vero che è stato condannato, non è un buon risultato”. Gao, 44 anni, una volta era avvocato modello del Partito comunista. Negli anni è divenuto un attivista per i diritti umani [1], difendendo cristiani, uiguri, membri del Falun Gong, e altre vittime di soprusi. Nel 2006 era stato condannato a tre anni di prigione, ma la sentenza era stata sospesa

L’avvocato Mo Shaoping, che in passato lo ha difeso nel corso di un altro processo, sostiene che Gao Zhisheng – che si trovava in libertà provvisoria – è stato riarrestato e che quindi questa condanna si aggiunge a una precedente: “Secondo le legge cinese la libertà provvisoria può essere revocata senza che sia tecnicamente necessario avvertire gli avvocati o la famiglia dell’imputato”. La prima volta, nel 2006, Gao Zhisheng è stato arrestato e condannato sempre con l’accusa di “aver tentato di sovvertire i poteri dello Stato”.

Il caso ha provocato le proteste della comunità internazionale. Dopo le richieste di Washington e Berlino, l’ultimo a chiedere chiarimenti sulla sorte di Gao è stato il ministro degli esteri britannico, David Miliband, che fa ha espresso al collega cinese Yang Jeichi la sua preoccupazione per la sorte dell’ avvocato dissidente nel corso della sua visita ufficiale in Cina.

“Ho sollevato il caso – ha detto Miliband alla stampa dopo l’incontro a Pechino – perché c’è una preoccupazione generale al riguardo. Nel suo caso la preoccupazione è per dove si trovi”. Yang non ha risposto alla questione, ma in precedenza aveva detto che Gao “è stato condannato per sovversione del potere dello Stato. Conformemente al sistema giudiziario cinese sono stati garantiti i suoi diritti”. Secondo il ministero dell’Interno cinese, inoltre, “Gao è lì dove dovrebbe essere”.

Fonte: AsiaNews, 18 marzo 2010