Osservazioni durante la Cerimonia di Commemorazione delle vittime del Comunismo

Durante la cerimonia, tenutasi in data 12 giugno, per la commemorazione delle vittime del comunismo (clicca qui per i dettagli dell’evento in lingua inglese), il Dott. Edwards ha dichiarato di sentirsi umiliato di dover parlare di questo triste anniversario. Purtroppo però le uccisioni di massa dei propri cittadini in tempo di pace sono il segno distintivo dei governi comunisti. Si stima infatti che l’Unione Sovietica sotto Stalin abbia provocato 20 milioni di delitti, il Partito comunista di Mao Tse-Tung 65 milioni, per un totale di 85 milioni di vittime. Ricordiamo che il numero si riferisce ad omicidi di civili innocenti! Oltre a questo tipo di vittime, ce ne sono altre, quelle legate alla politica del figlio unico in Cina. Un esempio è l’ultimo caso di aborto forzato che risale al 3 giugno scorso, di una donna costretta ad abortire al settimo mese di gravidanza. Non parliamo però di casi rari, anzi….questo è solo uno dei più di 400 milioni di aborti forzati, vittime anch’essi del comunismo cinese. La politica del figlio unico colpisce oltre 1,3 milioni di persone, e causa più violenza contro le donne di qualsiasi altra politica ufficiale sulla terra. Gli aborti forzati costituiscono veri drammi per le donne, costrette ad abortire fino al nono mese di gravidanza. Molte di queste ultime muoiono dopo aver subito questa violenza atroce. Le donne che hanno violato la politica del figlio unico sono spesso costrette a sterilizzazioni forzate, il che comporta gravi conseguenze per la salute calcolando che la maggior parte delle volte gli interventi avvengono senza anestesia. In un documento trapelato nel novembre 2009, vengono illustrati i metodi di infanticidio, tra i quali la perforazione del teschio o l’iniezione di alcool nel cervello dei bambini. In Cina viene preferito il genere maschile, per questo la maggior parte degli aborti selettivi riguarda bambine (vera e propria forma di “discriminazione sessuale”), e ciò ha causato una differenza di oltre 37 milioni di uomini più delle donne in Cina. Qui è stato riscontrato persino il più alto tasso di suicidio femminile rispetto al resto del mondo – circa 500 donne al giorno – la maggior parte dei quali legati agli aborti forzati. Nonostante questo disastro demografico che stanno causando gli aborti forzati, la Cina continua con questa politica….perchè????…..Forse per mantenere il regime al potere o come strumento di terrore per far sottostare la popolazione al governo stesso.

Se la Cina si convertirà alla libertà o continuerà lungo il sentiero della distruzione è la questione cruciale del XXI secolo ed ha implicazioni enormi per la sicurezza nazionale. Sostenere la democrazia in Cina dovrebbe essere tra le massime priorità dei leader del mondo libero.

Reggie Litteljohn Presidente Women’s Rights Without Frontiers

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