Ora la popolosa Cina ha problemi di infertilità, aggravati da aborto e figlio unico

Almeno 40 milioni di coppie cinesi hanno difficoltà a procreare o addirittura non possono farlo: sono circa il 12,5% delle coppie in età feconda. Grazie anche alla legge del “figlio unico” il Paese più popoloso del mondo rischia di avere gravi problemi di scarsità di mano d’opera e di eccessivo invecchiamento della popolazione

Il Rapporto 2009 di Indagine sull’attuale situazione della infertilità in Cina, reso noto al China International Summit Forum on Infertility, svoltosi a Pechino in agosto, ha riscontrato un significativo declino del numero di spermatozoi nel liquido seminale dei maschi, scesi dai 100 milioni per millilitro di sperma di 40 anni fa  ai 40 milioni degli ultimi anni.

Da un’indagine svolta su 18mila persone che a Pechino praticano cure contro la infertilità, risulta che il 10% cerca di avere figli da almeno un anno, il 15% da 2 anni e il 25% da 10 anni.

Anche le donne hanno problemi, soprattutto conseguenti ad aborti che hanno bloccato le tube di Falloppio. Circa il 66% degli intervistati dice che le cure non hanno eliminato l’infertilità.

Il dato è allarmante anche perché colpisce coppie sempre più giovani: sono in aumento gli sposi tra i 25-30 anni che si rivolgono a specialisti per la riproduzione.

Dalla fine degli anni ’70 la Cina ha applicato la politica del figlio-unico, proibendo alle coppie di avere più di un figlio (ne possono avere 2 le famiglie contadine se la prima è femmina, oppure le minoranze etniche) e punendo con gravi sanzioni pecuniarie e discriminazioni sul lavoro chi viola il divieto. Le autorità hanno anche molto pubblicizzato e consigliato l’aborto, come mezzo di controllo delle nascite. Ma ora gli esperti medici osservano che l’aborto può causare complicazioni alla donna quando vuole avere figli.

E’ un dato di fatto che i migliori centri contro la sterilità, come l’Ospedale per la riproduzione e la genetica di Citic-Xiangya a Changsha, vedono ogni giorno una lunga fila di coppie disperate, che vengono anche da lontano. Al punto che il professor Lu Guangxiu, direttore del centro, spiega al South China Morning Post che chi si presenta oggi deve aspettare anche un anno prima di essere curato. Anche egli indica che tra le cause sterilità ci sono precedenti aborti e l’obesità.

Lu spiega che nel Paese è diffuso il sesso prematrimoniale, ma ancora carente l’informazione contraccettiva, per cui non sono rari gli aborti per eliminare una gravidanza indesiderata.

Questo problema colpisce proprio la generazione di figli-unici conseguente alla politica cinese del controllo delle nascite. Al punto che Wang Tianping, vicepresidente della Population Association of China, dice che dal 1981 il suo gruppo sottolinea che il problema della infertilità è sottovalutato. Già da tempo esperti ammoniscono che la Cina rischia di avere, entro pochi anni, scarsità di mano d’opera e un gran numero di anziani mantenuti da una generazione di figli-unici. La difficoltà a procreare rischia di aggravare il problema in modo imprevisto.

Alle coppie rimane sempre la possibilità di ricorrere alla fertilizzazione in-vitro, ma molte non possono permettersi l’elevato costo: tra i 15mila e i 25mila yuan.

Fonte: AsiaNews, 7 ottobre 2009

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