Ora in Cina nessuno sfugge alle telecamere

Il Grande Fratello ha gli occhi a mandorla. Nel 2010 in Cina sono stati installate oltre dieci milioni di telecamere di sorveglianza e, secondo la società inglese Ims Research, da qui al 2014 il numero di apparati di registrazione video crescerà del 20 per cento l’anno, contro una media di meno del 10 nel resto del mondo. Il boom della video sorveglianza ad alta definizione è costato lo scorso anno 1,2 miliardi di euro e “l’epidemia di controllo”, declinata anche in finanziamenti ai “comitati di vicinato” che sorvegliano i quartieri, e i blocchi a internet, nel 2011 farà lievitare il budget per la sicurezza interna a 68,5 miliardi di euro, superando anche la spesa militare. A Changqing, nel Sud-ovest, si è, per esempio, di installare entro il 2014 oltre 200 mila telecamere “perchè le 310 mila esistenti non bastano”. E a Shangai da maggio sono in funzione 24 ore su 24 quattromila occhi elettronici. La Mongolia, invece, punta ad attivare 400 mila videocamere entro il 2012: oltre 40 mila – una ogni 10 abitanti – tengono sotto controllo il quartiere di Furong, nella meridionale città di Changsha. Lotta al crimine e alle frodi alimentari sono le motivazioni ufficiali dell’obbligo appena introdotto di installare questi apparecchi nei supermercati, ma da marzo anche teatri e cinema di Pechino sono finiti nel mirino degli occhi elettronici, con una spesa pari a 600 mila euro. Per non parlare di università e abitazioni di dissidenti, filmati anche a scopo intimidatorio. “I sistemi di video sorveglianza sono problematici ovunque” afferma Nicholas Bequelin, attivista di Human Rights Watch Asia, “ma la loro presenza è bilanciata da leggi sull’uso dei filmati e contrappesi democratici. Nulla di tutto ciò esiste qui”. In futuro poi, la Cina potrebbe fare ancor più invidia a George Orwell, se andrà in porto il progetto di un membro di spicco del Partito comunista, Zhou Yongkang: creare un database dove schedare tutti i cittadini.

Clara Attene

Fonte: Il Venerdì di Repubblica, 26 agosto 2011

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