Onu, inseriti nel capitolo tortura gli abusi sessuali di preti e religiosi

Il Comitato dell’Onu contro la tortura sollecita la piena collaborazione del Vaticano. La replica: «Prenderemo in seria considerazione le raccomandazioni». All’Italia chiesto di rivedere parte dei patti Patti Lateranensi.

GINEVRA – Per la prima volta, gli abusi sui minori dei sacerdoti cattolici finiscono sotto la valutazione del Comitato Onu contro la tortura . «Non nel senso, – ha chiarito in una conferenza stampa al Palais of Nations , il presidente Claudio Grossman – che la Santa Sede e’ responsabile per ogni singolo abuso di ogni prete cattolico, ma che la Santa Sede lo diventa ai sensi della Convenzione sulla tortura se non previene, mette sotto indagine, sanziona chi se ne è macchiato, in qualsiasi parte del mondo egli abbia agito».

Nelle sue «raccomandazioni» il Comitato ha chiesto perciò che il Vaticano dia una piena collaborazione con le autorità civili che perseguono gli abusi nei vari paesi (fornendo tutte le informazioni in possesso della Congregazione per la dottrina della fede), che la sospensione dei sacerdoti accusati avvenga immediatamente, e siano previste sanzioni effettive per i superiori che coprono casi di abuso. Il Comitato ha anche chiesto che venga chiarito se la nuova Commissione pontificia presieduta dal cardinale Patrick O’Malley sarà dotata di pieni poteri d’ inchiesta. È stata infine sollecitata la revisione dei Concordati nazionali (come quello del Laterano con l’Italia) nella parte in cui sollevano la gerarchia dall’obbligo di denuncia. ……[…]

Abusi sessuali

Al di là di tutte le citate richieste specifiche, per la prima volta, in base alla giurisprudenza dello stesso Comitato, gli abusi sui minori dei sacerdoti cattolici , finiscono sotto le prescrizioni della Convenzione contro la tortura, di cui davanti al Comitato è stata chiamata a rispondere la Santa Sede in tutto il mondo, e non solo – è scritto esplicitamente – nel piccolo territorio dello Stato della Città del Vaticano. Questa equiparazione avrà una conseguenza giuridica importante: perché nei tribunali dei Paesi che hanno nel proprio ordinamento il reato di tortura (in Italia e’ stato introdotto il 5 marzo 2014, ed è applicabile a tutti i cittadini e non solo ai pubblici ufficiali) l’abuso sessuale sui minori potrebbe non essere più soggetto a prescrizione…..[…]

La reazione della Santa Sede

La Santa Sede «prenderà in seria considerazione le raccomandazioni» del Comitato Onu contro la Tortura sulla questione della pedofilia, è stata questa la prima reazione della Santa Sede che ricorda anche l’impegno «finanziario» su questo fronte citando ad esempio i 2,5 miliardi di dollari di risarcimenti alle vittime di pedofilia negli Stati Uniti; sempre negli Usa sono stati spesi 78 milioni di dollari per le terapie. Una spesa di 20,4 milioni di euro è stata fatta invece dall’arcidiocesi di Dublino.Premesso tutto questo, la Santa Sede torna però a ribadire le sue «osservazioni» contro il metodo che è stato seguito sulla vicenda dalle Nazioni Unite. Ovvero per il Vaticano la pedofilia, pur essendo «un crimine serio e una grave violazione dei diritti umani», non rientra nella Convenzione contro la Tortura.

Fonte Corriere della Sera, 23/05/2014

Articolo originale Corriere della Sera: Onu, inseriti nel capitolo tortura gli abusi sessuali di preti e religiosi

English version: UN, included in the chapter torture sexual abuse of priests and religious. ITALY ASKED TO REVIEW PART OF PATTI LATERAN

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