Onu: Al via summit su clima, occhi su Cina e Usa

Un appuntamento tradizionale, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che trasforma per quasi una settimana New York nella capitale della politica mondiale. E che anche quest’anno dovrà fare i conti, oltre che con i problemi più diversi del pianeta – dalla crisi economica al riscaldamento climatico, passando per i dossier ‘caldi’ del Medio Oriente e del nucleare – anche con le stranezze che accompagnano di solito le visite del leader libico Muammar Gheddafi, per la prima volta negli Usa, e con la presenza di leader controversi, a partire dall’iraniano Mahmud Ahmadinejad, ma anche il presidente del Venezuela, Hugo Chavez e il dittatore dello Zimbawem, Robert Mugabe.

Sul palco del Palazzo di Vetro si alterneranno il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, al suo debutto al palazzo di Vetro, ma anche i leader dei piccoli Paesi che compongono l’assemblea (192 in tutto). Dopo l’apertura dei lavori, affidata al segretario generale, Ban Ki Moon, toccherà al presidente brasiliano Luis Ignacio Lula da Silva prendere la parola nella prima giornata, subito prima di Obama, che sarà seguito dal colonnello Gheddafi.

La presenza del leader libico ha gia suscitato ondate di polemiche, dopo il rientro in Libia di al Megrahi, unico condannato per la strage di Lockerbie, concesso dalla Scozia per “ragioni umanitarie”: i familiari delle vittime Usa hanno già annunciato proteste, mentre il New Jersey, Stato prescelto dal colonnello per piantare la tenda beduina che porta sempre con sé, ha rifiutato l’ospitalità, costringendo Gheddafi a ripiegare prima in un albergo di Manhattan e poi, dopo un secondo rifiuto, molto probabilmente sulla sede dell’ambasciata libica nella Grande Mela. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, parlerà nella prima giornata di lavori, dopo Nicolas Sarkozy.

Il premier araì già domani a New York per illustrare alle Nazioni Unite, in qualità di presidente di turno, i risultati del G8 dell’Aquila, prima di prendere parte al G20 di Pittsburgh, che si profila come l’ evento clou della settimana. Al suo arrivo a New York, Berlusconi è atteso alla cena ristretta offerta da Ban Ki-Moon ai 25 capi di Stato e di governo dei paesi maggiormente ‘inquinatori’ o più vulnerabili agli effetti negativi dei cambiamenti climatici. Per poi partecipare, l’indomani, alla riunione, presieduta da Obama, dei dieci maggiori contributori di truppe delle missioni di pace Onu (che insieme, con 55mila uomini schierati, rappresentano il 58% delle forze messe in campo da 118 Paesi, tra i quali l’Italia si colloca al nono posto).

Sempre mercoledì, in serata, dovrebbe esserci il ricevimento offerto dal presidente Usa; mentre giovedì – prima di raggiungere Pittsburgh – il premier prenderà parte ad una colazione di lavoro del gruppo “Amici del Pakistan democratico”. Ma per tutti i leader gli appuntamenti della 64esima Assemblea saranno molti: dai bilaterali (Obama ne avrà tre con i presidenti di Russia, Dmitri Medvedev, Cina Hu Jintao, e con il nuovo premier giapponese Yukio Hatoyama), ai multilaterali dedicati ai temi più pressanti dell’agenda internazionale: il nucleare iraniano al centro del gruppo 5+1, il comparto AfPak sulla guerra in Afghanistan, il gruppo Uniting for Consensus sulla riforma del Consiglio di Sicurezza (per l’Italia ci sarà il ministro degli esteri Franco Frattini).

Il cambiamento climatico sarà al centro di un vertice alla vigilia dell’apertura dei lavori, che dovrebbe cercare di ammorbidire anche i più scettici (Cina in primis) in vista della conferenza internazionale per superare il protocollo di Kyoto prevista per la fine dell’anno a Copenaghen.

Fonte: Ansa, 22 settembre 2009

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