Omicidio in Cina, l’autopsia illegale e il sospetto prelievo degli organi

Lu Chen, Epoch Times | 12/02/2015

Il 28 gennaio è stata una giornata da incubo per una famiglia residente nella provincia di Guizhou, nel sud della Cina.

Alle 01:00 del 28 gennaio, il 18enne Huang Miaoshi è stato accoltellato e ferito a morte da un gruppo di uomini davanti a un bar nella contea di Wangmo, secondo quanto ha riferito un quotidiano di Shanghai. La polizia locale ha poi portato in fretta il corpo morente verso le montagne dove è stata effettuata un’’autopsia segreta‘. Dopo un giorno di ricerche, la famiglia di Huang ha ritrovato il corpo del ragazzo.

Nella foto un gruppo di poliziotti di guardia a Shanghai il 3 gennaio 2015 (Wang Zhao/AFP/Getty Images)

Per i genitori di Huang chi ha fatto l’autopsia l’ha usata come un pretesto per poter prelevare gli organi del loro figlio.

Secondo il media Paper di Shanghai, Huang Zechao, padre di Miaoshi, sospetta la polizia – collegata al ‘caotico settore dei trapianti di organi’ cinese – per il furto degli organi del figlio.

Alle 11 del mattino, dieci ore dopo che Huang Miaoshi era stato accoltellato, gli Huang hanno ricevuto una chiamata dalla polizia. Alla famiglia è stato detto di andare a riprendere il corpo del figlio in un obitorio locale.

Tuttavia, il personale dell’obitorio ha detto agli Huang di non aver ricevuto la salma. Dopo una frenetica ricerca, la famiglia ha scoperto che il corpo del loro figlio era stato traferito in una zona di montagna.

Più tardi quella sera, hanno rintracciato la polizia nella zona rurale al di fuori della città e hanno trovato il corpo nudo di Miaoshi disteso su un telo di plastica e vistosamente ricucito dopo l’autopsia. Secondo il resoconto del Paper, la polizia si è frettolosamente allontanata quando hanno visto gli Huang.

IL SOSPETTO

I membri della famiglia di Huang hanno sollevato i loro sospetti sul comportamento tenuto dalla polizia negli eventi del 28 gennaio.

Secondo la testimonianza di Wei Yesong, l’amico di Miaoshi che si trovava con lui quando è stato aggredito, quando la polizia è arrivata sulla scena del crimine il ragazzo era ancora vivo.

«Perché quando la polizia ha dichiarato deceduto Miaoshi non è stato compilato alcun certificato di morte?», domanda un membro della famiglia. «La polizia ha fatto del suo meglio per evitare che morisse? Perché la polizia non ha informato la famiglia prima di eseguire l’autopsia?»

La polizia della contea di Wangmo ha negato le accuse sul prelievo degli organi di Huang siano stati rimossi e ha dichiarato che avrebbe «punito severamente» gli agenti coinvolti nell’autopsia illegale, ha riportato il Paper.

È noto: le autorità statali cinesi prelevano gli organi dei condannati a morte e dei prigionieri di coscienza. Le istituzioni ufficiali, come per esempio gli ospedali militari, svolgono un ruolo di rilievo nel settore dei trapianti di organi illecito.

Gli organi prelevati da un donatore ancora in vita aumentano drasticamente le probabilità di successo del trapianto, sono maggiori anche degli organi prelevati da un donatore deceduto da poco. Secondo una ricerca investigativa svolta da giornalisti e associazioni per i diritti umani, le autorità cinesi impegnate nel prelievo degli organi spesso uccidono le loro vittime in un procedimento che si svolge in due fasi – la morte arriva solo al termine del prelievo.

Fonte,Epoch Times-http://epochtimes.it/n2/news/omicidio-in-cina-lautopsia-illegale-e-il-sospetto-prelievo-degli-organi-314.html

 Articolo in inglese:in chinese murder case family suspects organ harvesting’ 

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