Oltre 37mila dighe cinesi a rischio crollo per la troppa pioggia

Oltre 37mila dighe, il 43% del totale in tutto il territorio, rischiano di collassare se ci saranno piogge eccessive. Chen Lei, ministro cinese per le Risorse idriche, ha lanciato il grave allarme, di fronte a una primavera molto piovosa – che già mette in difficoltà molte strutture – e nell’attesa delle tempeste tropicali estive.

doga cinese, crollo

Nel giugno 2008 nella Mongolia interna a seguito di un acquazzone sono state evacuate oltre 15mila persone e 260mila ettari di prateria sono stati distrutti. Sempre a giugno, il crollo di una piccola diga in costruzione ha causato 7 morti nell’Hunan.

Chen avverte che “la Cina ha il maggior rischio mondiale per le dighe” e prevede “problemi particolarmente gravi quest’anno a causa del tempo atmosferico e delle condizioni delle nostre dighe”.

Negli ultimi 10 anni hanno ceduto in media 6 dighe l’anno, almeno la metà a seguito di piogge eccessive. La situazione è grave anche per la mancanza di sistemi di allarme per chi vive a valle dei bacini: in caso di crolli, in molti posti l’allarme sarebbe dato solo con fuochi di artificio o con i gong. Almeno un terzo delle dighe minori non hanno piani di evacuazione d’emergenza.

La zona di massimo rischio è il Sichuan: qui sorgono oltre il 90% delle dighe cinesi e il terremoto del 2008 ne ha danneggiate molte. Sono state fatte le riparazioni urgenti ma Chen dice ci vorrà ancora molto lavoro per metterle in sicurezza.

Per decenni la Cina ha costruito dighe sempre più poderose dicendo che avrebbero soddisfatto la crescente domanda di energia in modo non inquinante. La realtà è diversa: le grandi dighe hanno creato enormi problemi ambientali e sociali, con lo spostamento di milioni di persone, soprattutto rurali che hanno così perso la loro terra, unica fonte di sostentamento.

Le conseguenze idrogeologiche di questa rete di dighe sono talmente poco conosciute che da mesi si discute se il grave terremoto in Sichuan il 12 maggio 2008 sia stato favorito dalla diga Zipingpu (nella foto), alta 156 metri che sorge a soli 5,5 chilometri dall’epicentro del sisma. Esperti Usa e cinesi hanno scritto a dicembre che i 320 milioni di tonnellate d’acqua del bacino “hanno influito sulla sismicità locale”, ma gli esperti del governo cinese dicono che sono “semplici opinioni” prive di fondamento.

fonte: DossierTibet, 8 maggio 2009

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