Oltre 30 anni di sofferenze delle donne costrette ai contraccettivi uterini

L’inserimento di spirali all’interno degli uteri, con operazioni fatte male, ha causato mancanza di salute, perdite di sangue, incontinenza, fatica, dolori cronici per decenni. Le denunce delle donne vengono quasi tutte rigettate.

 

A causa dell’invecchiamento precoce della popolazione e della mancanza di manodopera, il governo cinese sta inviando sempre più segnali per la fine del controllo delle nascite.

Ma mentre Pechino fa intuire che è ormai superata la legge del figlio unico e quella dei due figli, emergono le esperienze di donne che hanno sofferto per decenni a causa degli strumenti di contraccezione imposte loro dalle autorità del family planning.

Sulla pagina internet della rivista Caixin, è stato pubblicato ieri un articolo dal titolo “In Depth: Women Fitted With Mandatory Birth Control Devices Find Little Recourse After Decades of Pain (Approfondimento: donne provviste di strumenti obbligatori per il controllo delle nascite, con esile ricorso dopo decenni di dolore)”.

In esso si parla di due donne, una del Zhejiang, Lu Ying, e una di Shanghai, Teng Youxia, che hanno sofferto per quasi 30 anni di mancanza di salute, perdite di sangue, incontinenza, fatica, dolori cronici dovuti a operazioni malfatte di inserimento di contraccettivi intrauterini.

Lu ha subito l’operazione di inserimento per due volte, perché la prima spirale “non ha funzionato”, ma dopo diversi anni si è scoperto che lei aveva inserite due spirali. Teng ha scoperto dopo anni di dolori acuti e emorragie che la spirale inserita era più grande del necessario e aveva bucato il tessuto intrauterino. Nel tentare di rimuoverla, i dottori hanno lasciato alcuni pezzi nell’utero, senza comunicarlo alla loro paziente.

Le due donne hanno denunciato le autorità provinciali, ma per i loro 30 anni di sofferenze, Yu ha ottenuto 120 mila yuan (circa 15.300 euro); Teng invece ha visto il rigetto di ogni sua denuncia perché non si poteva dimostrare che “i pezzi contenuti nell’utero provenivano dalla spirale” imposta dalle autorità.

Gli autori dell’articolo fanno notare che “non è per nulla inusuale che casi legati a contraccettivi intrauterini siano rigettati, perché la mescolanza di elementi governativi e medici non permette di classificarli in modo preciso nelle categorie legali attuali. Secondo le ricerche di Caixin, la maggior parte dei casi di donne che denunciano le autorità per i contraccettivi intrauterini sono stati rigettati per queste ragioni”.

Si calcola che con la legge del figlio unico imposta con la forza a partire dalla fine degli anni ’70, in Cina si siano effettuati almeno 400 milioni di aborti.

Fonte: Asia News,20/11/2020

Articolo in inglese:

More than 30 years of suffering for women forced to use intrauterine devices 

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