Oltre 1200 maiali morti trovati nel fiume che attraversa la città

Le autorità di Shangai recuperano oltre 1200 carcasse di maiali nel fiume Huangpu. Fra i capi anche esemplari adulti di alcune centinaia di chili di peso. La notizia ha suscitato polemiche fra gli abitanti della più importante città industriale della Cina, che hanno chiesto alle autorità di verificare il livello di inquinamento nelle acque e le cause della morte degli animali. Fino ad ora il governo di Shangai dichiara che il fiume non è inquinato e che non vi è pericolo per i residenti.
Wanqing Liu, di Shangai, dice al China Daily: “L’acqua può essere sicura con centinaia di carcasse che vi galleggiano dentro? Il governo dovrebbe condurre un’indagine più approfondita e fornire acqua potabile alla popolazione”.
Secondo le prime indagini i maiali sarebbero stati gettati nel fiume da alcuni agricoltori della provincia di Zhejiang a sud di Shangai, dopo aver riscontrato negli animali una malattia non ancora specificata dalle autorità. I primi maiali morti sono stati avvistati nel fiume lo scorso 7 marzo.
L’ inquinamento dei fiumi, a volte con gravi conseguenze per la salute, è una piaga in Cina, dove il rispetto per l’ambiente è spesso sacrificato sull’altare della crescita economica. Lo scorso 18 febbraio un imprenditore della ricca provincia orientale del Zhejiang ha offerto 200mila yuan (quasi 25mila euro) a un alto funzionario del Partito comunista locale, se questi sarà in grado di nuotare per 20 minuti nell’inquinatissimo fiume della cittadina di Ruian.
L’inquinamento, insieme alla corruzione, rimane il maggior problema del Partito comunista cinese. Le politiche lanciate nello scorso decennio dal presidente Hu Jintao e dal suo premier Wen Jiabao non sono riuscite a limitare il fenomeno, che mette a rischio la salute della popolazione e la situazione ambientale. Il governo vuole infatti mantenere i ritmi di crescita economica degli ultimi anni, ma per farlo non può fermare la sovrapproduzione industriale, prima causa dell’inquinamento eccessivo. Il nuovo leader Xi Jinping – che entra in carica durante questa sessione dell’Anp – ha più volte riconosciuto il problema ma non ha per adesso annunciato alcuna strategia al riguardo.

Fonte: Asia News, 11 marzo 2013

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