Obama in Cina “chieda il rispetto dei diritti umani”

Lettera aperta della Ong Chinese Human Rights Defenders, indirizzata all’inquilino della Casa Bianca. Critiche a Washington per la debolezza mostrata con Pechino sui diritti dell’uomo e sulla censura. Obama dovrebbe “parlare chiaro” durante l’incontro bilaterale con Hu Jintao.
Il presidente americano Barack Obama “deve chiedere con chiarezza alla sua controparte cinese un impegno nel campo dei diritti umani, della democrazia e dello stato di diritto in Cina. Obama ha dichiarato di voler parlare chiaro, e la sua prossima visita ufficiale a Pechino è il momento migliore per farlo”. È inoltre molto importante “chiedere il rilascio di Wu Lihong, Sun Xiaodi, Hu Jia, Tan Zuoren e Liu Xiaobo, importanti figure della dissidenza cinese”. È il senso della lettera aperta al leader statunitense diffusa oggi dall’Organizzazione non governativa Chinese Human Rights Defenders (Chrd).
I due leader apriranno il loro incontro bilaterale il prossimo 15 novembre a Pechino, per concluderlo il 18. Nell’agenda dei lavori i temi all’ordine del giorno sono i cambiamenti climatici, la proliferazione nucleare e le crescenti preoccupazioni nel campo economico. Ma Obama, che non ha incontrato il Dalai Lama nel corso del viaggio del leader religioso negli Stati Uniti, avrebbe espresso l’intenzione di “parlare in maniera chiara e diretta” con la leadership cinese delle problematiche legate ai diritti umani.
Il gruppo di attivisti, di cui molti operano in Cina, ha avvertito gli Usa che la Cina potrebbe pronunciare su queste tematiche “soltanto promesse vuote, almeno fino a che i cittadini cinesi non saranno messi in grado di mettere in pratica le riforme di cui necessitano senza timore di repressioni future”. Il Chrd, tuttavia, imputa anche all’Amministrazione americana una serie di debolezze pericolose: “Siamo molto preoccupati per i messaggi che Washington ha inviato alla popolazione cinese da quando lei è salito al potere”.
Fra questi, sottolinea la lettera aperta, “c’è stato il primo viaggio ufficiale in Cina di Hillary Clinton, suo Segretario di Stato, lo scorso febbraio. Durante quella visita, la Clinton ha detto che gli Usa non avrebbero messo i diritti umani nella lista di priorità riguardo al rapporto con la Cina. Inoltre, poco tempo fa, lei ha interrotto l’abitudine dei suoi predecessori di incontrare Sua Santità il Dalai Lama”.
Tuttavia, l’Ong sottolinea: “Noi continuiamo a nutrire molte speranze per l’impegno espresso dalla sua amministrazione a favore dei diritti umani. Nel suo discorso inaugurale, lei ha parlato dello stato di diritto e dei diritti dell’uomo come ideali che ancora illuminano il mondo, ed ha promesso di non abbandonarli. Speriamo che il suo prossimo viaggio in Cina rappresenti l’opportunità per affermare questo credo”.
Secondo Renee Xia, direttore internazionale di Chrd, “la partecipazione della società cinese alle attività di riforma è critica. È molto difficile, persino su Internet, tenere sotto controllo e commentare l’attività di governo. Ecco perché il presidente Obama dovrebbe dire con chiarezza a Hu Jintao di abbattere il Grande Firewall, il sistema che di fatto censura la Rete”.
In conclusione, la lettera fornisce delle richieste pratiche che il presidente americano dovrebbe presentare a Hu Jintao. Fra queste, oltre al rilascio dei dissidenti, spicca la richiesta di emendare l’articolo 105 del Codice penale cinese – che punisce la libertà d’espressione – e la ratifica della Convenzione internazionale dei diritti civili e politici dell’uomo.
Ma il presidente americano, in un’intervista alla Reuters, rigetta le critiche: “Non credo siano credibili. Se si guardano ai miei pronunciamenti in materia, penso che siano consistenti. Crediamo che i valori relativi alla libertà di espressione, informazione e religiosa siano il nucleo dei diritti universali dell’uomo”.
Fonte: AsiaNews, 12 novembre 2009

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