Nuovo raid contro gli schiavi-disabili nelle fabbriche di mattoni dell’Anhui

Sono disabili mentali costretti con minacce e percosse a lavorare tutto il giorno senza salario. Il capo della fabbrica dice di averli pagati qualche centinaio di yuan. Gruppi di genitori denunciano che nel Paese continuano i rapimenti di bambini, con scarsa attenzione della polizia.

La polizia ha arrestato 10 persone a Jieshou, nell’Anhui, accusate di avere rapito uomini con handicap mentali per costringerli a lavorare tutto il giorno come schiavi nelle fabbriche di mattoni, senza alcuna paga e con frequenti percosse. Secondo l’agenzia Xinhua, ad aprile sono stati liberati 32 “schiavi” in due fabbriche.

Il dirigente di polizia Gao Jie spiega che “[il capo della fabbrica] ha detto che li ha comprati per qualche centinaio di yuan da un tassista nel vicino Shandong, che gli ha riferito di averli trovati vagare per la strada…. Sono tutte persone con handicap mentali, tra i 25 e i 45 anni. Solo pochi sanno dire da dove vengono”. Solo una decina di loro sono potuti tornare a casa.

Nel 2007 sono stati trovati oltre 1.000 “schiavi” nelle fabbriche di mattoni nello Shanxi e nell’Henan, costretti a lavorare per una ciotola di semolino con continue minacce e percosse (foto dell’epoca). Gli schiavisti preferiscono i disabili mentali, che possono rapire dopo averli fatti ubriacare e che hanno maggiori difficoltà a ribellarsi e fuggire. Allora l’opinione pubblica insorse e per settimane decine di migliaia di poliziotti furono mandati a ispezionare queste fabbriche, con ampio risalto e con condanne esemplari contro alcuni schiavisti. Ma i genitori dei bambini rapiti hanno denunciato a Radio Free Asia che continuano le sparizioni, con almeno 200 bambini scomparsi nella zona di Nanning. Essi lamentano che la polizia non riesce a debellare questo traffico, ma è molto efficiente nell’impedire ai genitori di fare proteste per attirare l’attenzione sul problema e arriva a tenerli sotto sorveglianza.

A Dongguan gruppi di genitori denunciano circa 1.000 bambini spariti negli ultimi anni, mentre i dati ufficiali ne indicano solo 400.

Liao Tianqi, vice-editrice della rivista Observe China, dice che il traffico dei bambini non serve soltanto a reperire mano d’opera gratis, ma anche a rispondere alla domanda di avere figli aggirando la politica del figlio-unico.

da Asia News

» 22/05/2009 10:39

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