Nuovo codice di etica del Partito per fermare il fiume della corruzione

La guida elenca 52 pratiche “inaccettabili”: da ricevere bustarelle a buttarsi negli affari; da aiutare i propri parenti a possedere azioni di compagnie all’estero. Ma la guida è solo una direttiva interna, senza potere. “È come se un malato volesse guarire da sé”. Esclusa la democrazia. La corruzione coinvolge circa il 3% del Pil.
Il Comitato centrale del Partito comunista cinese ha emesso un nuovo codice etico per i suoi quadri per assicurare mani pulite nel lavoro e prevenire la corruzione. Secondo il presidente Hu Jintao la corruzione nel Partito è così grande da mettere a rischio la sua sopravvivenza.
Le linee guida specificano 52 pratiche “inaccettabili” per leader e quadri, fra cui: accettare bustarelle o benefici finanziari; usare la propria influenza per favorire la propria moglie o figli o altri nell’impiego, il commercio e nella borsa. I leader non possono usare fondi pubblici o proprietà per scopi privati; non possono buttarsi in imprese profit; registrare compagnie all’estero o possedere azioni di compagnie all’estero.
È toccato a He Guoqiang, membro del Comitato permanente del Politburo, presentare la guida, che ripropone in modo più analitico una pubblicazione simile edita nel 1997. He ha sottolineato che i leader del Partito devono “servire il popolo” e non devono mescolare i loro interessi privati nelle vendite governative di terreni, nelle costruzioni, negli sviluppi edilizi, nelle ricerche minerarie, nelle ristrutturazioni industriali, nei servizi di intermediazione. I membri del Partito sono pure invitati a non progettare edifici governativi lussuosi o comprare e utilizzare auto da nababbi.
Le nuove direttive sembrano descrivere in negativo (“non fare…”) quello che nella realtà succede in positivo. Molte rivolte, scioperi, sit-in che avvengono ogni giorni in Cina sono dovuti proprio alla frustrazione della popolazione che vede i suoi leader e membri del Partito ingrassarsi a spese del pubblico, sequestrando terreni per progetti propri; provvedendo e aiutando i figli a divenire manager di industrie; stabilendo precise percentuali in bustarelle per contratti (dal 10 al 25%); utilizzando fondi pubblici per investimenti privati; esportando all’estero fondi accumulati in modo illecito. La nuova guida etica rivela che dal 1978 al 2003 circa 4 mila corrotti rappresentanti del  governo sono fuggiti all’estero con almeno 50 miliardi di dollari Usa. Secondo analisti, l’endemica corruzione di politici e imprenditori (cariche che spesso coincidono), “costa” l’equivalente del 3% del Prodotto interno lordo annuo.
Il Comitato centrale loda la nuova guida etica come “un’importante regolamento interno del Partito”. Ma secondo analisti e dissidenti il problema sta proprio qui: la verifica sulla corruzione avviene da parte dello stesso Partito corrotto. “È come se un malato volesse guarire da solo”, dice un attivista per i diritti umani.
In passato il presidente Hu Jintao e il premier Wen Jiabao hanno messo in guardia i quadri, dicendo che la corruzione rischia di essere il terreno su cui si gioca la stessa sopravvivenza del Partito. Fino a due anni fa si discuteva di introdurre una democrazia interna per le cariche, così da prevenire la salita al potere dei membri corrotti. Ma la discussione si è arenata e le ultime promozioni sono state tutte di “principini”, figli di alte personalità del Partito.
A testimoniare l’inutilità di queste guide etiche ci sono i numeri (offerti dalla Corte suprema di Pechino). Secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2006, su 33mila casi di corruzione denunciati in via ufficiale, sono stati arrestati solo 1.600 funzionari e oltre l’80% dei condannati ha evitato sanzioni penali. Sebbene sia proibito ai funzionari qualsiasi interessamento economico nelle miniere di carbone (come riafferma anche la nuova guida), nel 2006 è stato prosciolto circa il 95% dei funzionari implicati nelle proprietà di miniere crollate. Nel 2005, 110mila funzionari sono stati puniti, ma quasi tutti solo con sanzioni disciplinari.
Fonte: AsiaNews, 24 febbraio 2010

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.