Nuovi accordi commerciali fra Pechino e Taipei

Cina e Taiwan hanno concluso oggi una nuova serie di accordi bilaterali che facilitano ancora di più investimenti reciproci, snelliscono le dogane e garantiscono incolumità e rispetto delle proprietà per gli investitori dei due lati dello Stretto. L’accordo è stata caratterizzato anche da proteste di taiwanesi che temono una colonizzazione dell’isola da parte di Pechino. Gli accordi sono stati firmati dal cinese Chen Yunlin e dal taiwanese Chiang Pin-kung. Essi provvedono un ombrello legale per le compagnie taiwanesi che investono in Cina dando agli investitori protezione in casi di difficoltà con le autorità e il divieto di espropriazione delle proprietà. Negli accordi si vara anche una cooperazione per velocizzare le operazioni  doganali, che potranno far crescere il commercio nei due sensi. E si auspica che investitori cinesi e taiwanesi verranno trattati da entrambe le parti in modo uguale “se non preferenziale”. In caso di problemi con la giustizia, la polizia di entrambe le parti deve avvertire la compagnia e i familiari dell’investitore fermato o arrestato. Questi nuovi patti si aggiungono alla serie di accordi firmati nel 2010 che hanno portato a un enorme miglioramento dei rapporti commerciali, con scambi di merce, turisti e investimenti. Non tutti però la pensa così. Attorno all’hotel sede delle due delegazioni, il governo ha schierato 1300 poliziotti, mettendo filo spinato per evitare che circa 700 manifestanti arrivassero vicino all’entrata. I dimostranti temono che con questi nuovi accordi la dipendenza di Taiwan dalla Cina diventi ancora più grande. Molti taiwanesi, abituati ormai da decenni alla democrazia, sono preoccupati per il carattere dittatoriale della ex madrepatria. I rapporti fra Cina e Taiwan sono migliorati nel 2008 dopo l’elezione di Ma Ying-jeou a presidente, che ha iniziato una politica di amicizia e di quieto rapporto, dopo gli anni turbolenti del pro-indipendentista Che Shuibian. La Cina è ad oggi il primo partner commerciale di Taiwan. Più di 80mila compagnie dell’isola operano sul suolo cinese, dove esse hanno investito più di 100 miliardi di dollari Usa in questi anni.

Fonte: Asia News, 9 agosto 2012

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