Nuova influenza aviaria, sale a sei il numero delle vittime cinesi

Un contadino del Zhejiang è morto questa mattina a Huzhou, la capitale provinciale, dopo aver contratto l’influenza aviaria veicolata dal virus H7N9. È la sesta vittima umana in Cina, dove l’allerta continua a salire nonostante le autorità cerchino con ogni mezzo di tenere bassa la nuova ondata epidemica.
Il decesso è stato confermato dai funzionari sanitari locali. La vittima è la seconda persona a morire nel Zhejiang, dove altri 13 pazienti sembrano essere stati contagiati dal ceppo influenzale “mutato” dall’H5N1, il primo vettore di influenza aviaria che negli anni scorsi ha creato il panico in tutta l’Asia.
L’Organizzazione mondiale della sanità, per il momento, mantiene bassa l’allerta sull’epidemia: secondo i funzionari internazionali “non ci sono prove” che la nuova versione dell’influenza aviaria si possa trasmettere da uomo a uomo, e questo fattore rende “improbabile” un aumento dei casi di contagio.
Pechino, da parte sua, mantiene un tono ancora più basso. I dirigenti del ministero della Sanità e quelli ospedalieri “non hanno commenti da fare” sulla vicenda, ma su internet la popolazione la pensa in maniera diversa. Su un post di Weibo si legge: “Sanno tutto  ma non vogliono dirlo anche a noi”.
L’unica reazione immediata è la strage dei volatili. A Shanghai, dove sono stati registrati i primi casi e ben 4 decessi per l’H7N9, le autorità hanno ordinato la decimazione del pollame nel mercato di Huhuai, nella parte occidentale della città, dove era stato trovato il virus su un piccione in vendita.

Fonte: Asia News, 5 aprile 2013

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