“Nuova era” tra Cina e Taiwan: firmati ieri gli accordi

Cina e Taiwan proclamano l’inizio di “una nuova era” nei loro rapporti, dopo che a Nanjing (Jiangsu) hanno concordato la reciproca apertura alle imprese finanziarie e investimenti diretti di Taiwan in Cina.

accordo cina taiwan stretta di mano Nanjing_Chen_&_Chiang

Questo accordo apre la strada alla possibilità che le banche dei due Paesi operino nell’altro Stato, obiettivo che si spera di concordare entro il 2009. Le imprese di Taiwan sono sempre state tra i maggiori investitori esteri in Cina, ma hanno incontrato difficoltà a ottenere finanziamenti dalle banche cinesi, cosa che ha portato molte ditte ad aprire succursali ad Hong Kong per meglio entrare nel mercato cinese. Inoltre la Cina, dato che non riconosce Taiwan come Stato indipendente, non ha finora aperto il suo mercato finanziario agli operatori dell’isola.

E’ stato anche firmato un accordo per aumentare i voli diretti tra le due parti, da 108 a 270 la settimana, con l’apertura al traffico di nuovi aeroporti nei due Paesi. Inoltre ci sarà maggior collaborazione nella lotta contro il crimine, inclusi i reati finanziari. Le parti hanno siglato una dichiarazione d’intenti di voler aprire Taiwan agli investimenti dalla Cina, ma senza specificarne i particolari; oggi le imprese cinesi possono investire a Taiwan, ma sono loro preclusi settori come le industrie di alta tecnologia e l’immobiliare.

Chen Yunlin, capo della Associazione per le relazioni attraverso lo Stretto di Taiwan che tiene i rapporti semi-ufficiali con Taipei, ha detto che “la Cina comprerà più prodotti da Taiwan, manderà un maggior turismo all’isola e incoraggerà le ditte taiwanesi a venire” da noi. Ha sottolineato che “in meno di un anno i sistematici colloqui tra le due parti hanno già portato grandi progressi”, sono state superate le divisioni degli ultimi 60 anni e “siamo ora entrati in un nuovo periodo di sviluppo pacifico”.

Favorevoli anche i commenti di Chiang Pinkung, controparte di Taipei (nella foto: i due si felicitano), seppure ha ammesso che occorre risolvere varie questioni prima che Pechino accetti di firmare un accordo commerciale generale, come desidera il presidente taiwanese Ma Yingjeou. “Taiwan – ha aggiunto – ha bisogno di rafforzare la collaborazione finanziaria con la Grande Cina”.

I nuovi rapporti sono iniziati dopo che nel maggio 2008 Ma è stato eletto presidente, sostituendo il predecessore Chen Shuibian acceso sostenitore dell’indipendenza da Pechino.

fonte: AsiaNews, 27 aprile 2009

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