Nove i detenuti dopo gli scontri per l’accesso al lago d’acqua dolce in Mongolia Interna

Le autorità cinesi della regione settentrionale della Mongolia Interna hanno arrestato nove persone, dopo che nel weekend hanno sedato, con l’intervento di polizia e gas lacrimogeni, le proteste per l’accesso alla terra e all’acqua del lago Dalinur, stando alle dichiarazioni di lunedì dei residenti.
Video delle prime fasi dello scontro di domenica mostrano le comunità di etnia mongola, dedite alla pastorizia sulle rive del lago nella regione di Heshigten Banner, confrontarsi con la polizia sulle sponde del grande lago d’acqua dolce.

I residenti hanno riferito che più tardi in giornata, durante gli scontri, la polizia locale ha sparato gas lacrimogeni.

“Hanno arrestato nove persone e non sappiamo dove li stanno tenendo”, ha riferito un pastore del luogo. “Molte più persone si stanno riunendo per andare a chiedere la loro liberazione agli uffici governativi o alla stazione di polizia”.

Un altro residente ha detto che i pastori del luogo sono arrabbiati perché le autorità hanno recintato le rive del lago.

“Il sostentamento dei pastori che vivono sulle rive del lago si basa sulle praterie intorno e sull’acqua del bacino. Eppure negli ultimi anni, il governo ha recintato con la forza il lago e le praterie circostanti, con la scusa che sono stati firmati dei contratti con aziende di pesce provenienti da altre parti della Cina”.

“I pastori volevano proteggere i prati, ma hanno mandato oltre trenta camion della polizia, ci sono stati degli scontri”.

Il primo intervistato ha dichiarato che i pesci di lago sono molto richiesti di questi tempi in Cina.

“Il lago di Dalinur è uno dei quattro laghi più importanti della Mongolia Interna; si trova a Heshigten Banner, vicino alla città di Chifeng. I pesci di questo lago sono molto richiesti. I diritti di pesca sono stati dati ai cinesi di etnia Han”.

Ha aggiunto: “Ogni anno il lago si rimpicciolisce, e l’erba cresce sulle rive [dove prima c’era l’acqua]. I mongoli stanno perdono i diritti di pascolo in molte praterie in tutta la regione, e vogliono quindi usare i prati vicino al lago”.

 

Una crescente controversia
La controversia sta assumendo dimensioni maggiori, da quando il governo locale ha concesso i diritti di pesca nel lago ai primi migranti di etnia Han.

Le pastorali locali hanno citato in giudizio il governo, e un tribunale locale ha ordinato di abbattere la recinzione, ma la sentenza non è stata attuata.

Lunedì, le chiamate alla Corte del popolo di Heshigten Banner sono rimaste senza risposta.

L’attivista per i diritti dell’etnia mongola Hada, che ha visitato la regione, ha dichiarato che i tribunali sono probabilmente parte del problema.

“Le numerose aziende di pesce di proprietà dei cinesi di etnia Han sono tutte coinvolte con i tribunali, e hanno spogliato i pastori locali dei loro diritti per l’utilizzo dell’acqua”, sostiene Hada.

“Da come ho capito, un enorme gruppo di cinesi Han si è riunito sulle rive del lago Dalinur e quando i pastori l’hanno saputo, sono andati lì per manifestare e circa 10 persone sono state arrestate”.

“Questa è una chiarissima manifestazione di discriminazione e persecuzione razziale. Condanno fermamente questi atti di violenza”.

 

Conquista delle risorse
Il dissidente mongolo, che ora vive in Germania, Xi Haiming, ha dichiarato che i funzionari locali, prevalentemente cinesi Han, stanno cospirando con i migranti provenienti da altre parti della Cina per accaparrarsi le risorse naturali della regione.

“Il Partito Comunista Cinese sta proteggendo i diritti e gli interessi dell’etnia cinese Han, si stanno assicurando un’enorme quantità di terre e risorse in Mongolia Interna. I mongoli devono trovare un modo per proteggere se stessi”.

Lunedì nessuno ha risposto alle chiamate agli uffici governativi di Heshigten Banner. Ha risposto al telefono del dipartimento di polizia un’agente che ha rifiutato di commentare, dicendo che non era l’ufficiale in servizio. Tuttavia, ha rifiutato di fornire il numero telefonico di chi era in servizio.

L’etnia mongola, che compone oltre il 20% dei ventitré milioni di abitanti della Mongolia Interna, sta denunciando sempre più frequentemente la crescente distruzione ambientale e l’ingiustizia delle politiche di sviluppo nella regione.

I conflitti tra compagnie minerarie o forestali, sostenute dallo stato cinese, e le comunità dei pastori sono frequenti nella regione, che confina con la Mongolia, stato indipendente.

Traduzione Andrea Sinnove, LRF Italia Onlus


Fonte: Radio Free Asia, 21 giu 17

English article: Nine Held After Clashes Over Access to Inner Mongolia Freshwater Lake

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