NON SI FERMA LE REPRESSIONE IN TIBET, ARRESTATI INSEGNANTI, STUDENTI E MONACI APPENA ADOLESCENTI

Nelle ultime settimane sono continuate le manifestazioni pacifiche, di non più di due persone, che si sono concluse tutte con l’arresto di monaci e laici coinvolti. Chiedono indipendenza per il Tibet e il ritorno del Dalai Lama, mentre la polizia alza le barricate fra i monasteri e i villaggi. Particolarmente gravi, per la giovane età fermati, la repressione scatenata contro gli studenti di una scuola media nella contea di Machu, dopo l’arresto del preside Kyabchen Dedrol e dei suoi due assistenti, Do Re e Choekyong Tseten. Alla fine di marzo era stato arrestato anche Topdhen, maestro elementare nella stessa contea.
Il 30 marzo scorso, due studenti della famosa lamaseria di Larung Gar – che si trova nella contea di Sertha – sono stati arrestati per aver esposto nella piazza del mercato la bandiera del Tibet, bandita sin dall’ingresso delle truppe maoiste nella regione avvenuta nel 1949. I due – Tenzin Gyamtso, 16 anni e Gawa Wangchen Topgyal, di 15 – hanno gridato “Indipendenza per il Tibet”, “Viva i diritti umani” e “Vogliamo il ritorno del Dalai Lama”. Raggiunti dalla polizia, sono stati arrestati: di loro non si hanno altre notizie.

Fonte: Italia-Tibet, 13 aprile 2010

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