Nobel, la Cina contro la Norvegia “Difficile mantenere relazioni amichevoli”

A otto giorni dalla cerimonia di consegna del premio Nobel per la pace al dissidente cinese Liu Xiaobo, che sta scontando una condanna 1 a 11 anni in una prigione del nordest della regione, la Cina ha affermato che sarà “difficile” mantenere buone relazioni con la Norvegia e ha rinviato sine die i negoziati previsti in vista della sigla di un accordo di libero scambio. “Il governo norvegese ha espresso apertamente il suo appoggio (al comitato del Nobel) – ha detto in una conferenza stampa la portavoce del ministero degli esteri Jiang Yu – è difficile mantenere relazioni amichevoli con la Norvegia come in passato”. Liu Xiaobo, un professore di letteratura di 54 anni ed eroe di Tienanmen, è stato giudicato colpevole di “istigazione alla sovversione” per aver redatto e diffuso il documento Charta 08, favorevole all’instaurazione in Cina di un sistema pienamente democratico e alla fine del monopolio sulla politica del Partito Comunista Cinese. “Il problema di Liu Xiaobo non è un problema di diritti umani ma un problema di rispetto della sovranità legale di tutti i Paesi”, ha aggiunto la portavoce. La cerimonia di consegna si svolgerà il 10 dicembre a Oslo. Liu Xiaobo non sarà presente e neanche i suoi più stretti familiari. I due fratelli del premio Nobel non hanno finora subito restrizioni alla libertà ma non verrà consentito loro di lasciare la Cina nel prossimo futuro. A novembre Mo Shaoping, uno degli avvocati del dissidente che stava partendo per partecipare a un convegno a Londra, è stato bloccato all’aeroporto di Pechino “per ragioni di sicurezza nazionale”. La moglie, Liu Xia, invece è agli arresti domiciliari da quasi due mesi. Il 26 ottobre di quest’anno era riemersa dal silenzio con una lettera appello affidata a Twitter. Colpevole di essere la moglie di un dissidente, piantonata da agenti armati nella sua casa di Pechino dall’8 ottobre precedente, Liu Xia aveva scritto agli amici di Liu Xiaobo un messaggio drammatico 3 in cui gli chiedeva di andare in massa a Oslo il 10 dicembre per ritirare il Nobel al posto suo. Sono una quarantina i dissidenti amici di Xiaobo che non potranno lasciare la Cina. Alla cerimonia del 10 dicembre saranno invece presenti Yang Jianli, un dissidente cinese amico di Liu Xiabo che insegna ad Harvard, negli Usa, Maran Turner, direttrice del gruppo umanitario Freedom Now e Irwin Cotler, avvocato esperto di diritti umani e membro del Parlamento canadese. Ha annunciato la sua presenza anche l’ecologista e scrittrice dissidente Dai Qing, che si trova in Canada per una serie di conferenze. Ad ottobre di quest’anno oltre cento accademici e attivisti cinesi avevano scritto una lettera per la liberazione 4 di Liu Xiaobo e l’apertura del Paese alla democrazia. In quest’ultimo periodo la Cina ha chiesto invece ai governi di molti Paesi di non partecipare alla cerimonia in onore di Liu, ottenendo una risposta positiva da Russia, Cuba, Iraq, Marocco e Kazakistan. I Paesi che hanno confermato la partecipazione dei loro Ambasciatori sono 36 tra cui l’Italia.

Fonte: La Repubblica, 2 dicembre 2010

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