Nepal, portate via da scuola e date in moglie: il dramma delle spose bambine

Nel Paese è ancora molto diffusa, anche se fuorilegge, la pratica della dote paterna. Una ragazza colta deve sposare un uomo di rango superiore, portando molti soldi. Per spendere di meno, migliaia di famiglie povere ritirano le proprie figlie dagli istituti. Attivista: “E’ un problema cronico”.

Kathmandu – Portate via da scuola e date in sposa ancora minorenni per pagare meno di dote. È quello che succede ogni anno a centinaia di migliaia di ragazze nepalesi, cui è negata l’istruzione superiore per ragioni economiche. Nel Paese più una donna diventa colta, più il suo partner dovrà essere d’alto rango, e quindi più costoso il matrimonio. Le famiglie povere scelgono di ritirare le figlie da scuola per spendere il meno possibile nella dote. Circa il 28% delle ragazze subisce questa decisione e il tasso maggiore si riscontra nella regione del Terai meridionale, dove la dote è proibita per legge ma molto diffusa tra gli indù e i musulmani.

La dote è il dono che viene fatto dal padre allo sposo della figlia. In alcune comunità è vista come segno di buona volontà, in altre è ritenuta obbligatoria.

In Nepal operano diverse Ong, locali e straniere, impegnate nello sradicamento dei matrimoni fra minori, come la “Child Marriage and Dowry Elimination National Campaign Nepal”. Fino ad ora queste organizzazioni non hanno avuto successo. Raj Kumar Mahato, coordinatore della campagna nella comunità madhese del distretto di Rajbiraj, afferma: “Stiamo facendo del nostro meglio per scoraggiare la pratica della dote, ma è difficile eliminarla perché più istruzione hai, più la tua dote deve essere ricca. La comunità qui è così povera che i ragazzi sono costretti a chiedere prestiti per fare le scuole superiori, e questi sono ripagati con la dote concessa dal padre della futura moglie”.

Una volta sposate, afferma Mahato, le ragazze non possono proseguire gli studi: “L’82% delle giovani viene dato in moglie prima dei 18 anni. Il 28% prima dei 15”. Il direttore dell’Ufficio educazione del distretto conferma che “circa il 50% delle ragazze smette di andare a scuola dopo il matrimonio. Il problema è cronico”.

Rajendra Sriwastav è padre di due figlie: “Sono un uomo povero – racconta – e riesco a garantirmi due pasti al giorno con salari giornalieri. Come posso permettermi la dote delle mie figlie se le mando a scuola? Le ho tenute fino alla quinta classe ma poi le ho ritirate, così da darle in spose a uomini meno colti e spendere di meno”.

CK Singh, attivista, afferma che il Nepal è al decimo posto nella classifica mondiale dei Paesi dove avvengono più matrimoni fra minori. Il problema, afferma, non si può risolvere in Nepal senza fare qualcosa anche nelle provincie settentrionali dell’India (come Bihar, Uttar Pradesh e Jharkhand), dato che spesso avvengono matrimoni misti fra indiani e nepalesi.

Ananda, ministro della Cultura nepalese, ha affermato: “Non possiamo cambiare le cose tutte in una volta. La legge dice chiaramente che la pratica della dote non è permessa, ma nessuno viene portato davanti alla corte di giustizia e le persone continuano a cadere nelle tentazioni materiali del denaro. I leader religiosi dovrebbero insegnare ad evitare queste lusinghe”.

Asia News,19/03/2016

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