Nei Piani energetici della Cina la sicurezza conta più della tutela ambientale

Quando il presidente Barack Obama ha auspicato una ”missione nazionale” per ampliare l’uso di energia pulita e per rafforzare l’indipendenza economica americana, i funzionari governativi cinesi sapevano bene di cosa stava parlando. Nel realizzare gli stessi obiettivi per la Cina, il governo di Pechino è già più avanti di quello di washington e sta preparando una legge in materia di energia.

Come il futuro brevemente descritto da Obama nel suo discorso di martedi, l’intenzione cinese è di affidarsi alla conservazione dell’energia ed all’energia rinnovabile. Ma tra i due progetti ci sono differenze. Contrariamente alla visione di Obama, il progetto cinese prevede un ruolo centrale per il carbone, il peggior carburante fossile per quato rguarda l’emissione di gas serra, ma di cui la Cina abbonda.

E mentre Obama ha espresso l’intenzione di affrontare i cambiamenti climatici e di rafforzare la sicurezza nazionale allo stesso tempo, i dibattiti in Cina sono centrati quasi completamente su problemi di sicurezza.

In altre parole, mentre la Cina fa conto di essere ancora all’avanguardia della crescita globale per anni, il riscaldamento globale resta una preoccupazione secondaria. Garantire fonti energetiche per spingere quella crescita è quello che conta di più, qualsiasi siano le implicazioni per il mercato mondiale dell’energia e l’ambiente globale.

La legge in preparazione, che dovrebbe essere approvata agli inizi dell’anno prossimo, afferma che ”le provviste di energie devono essere dove puoi posare il piede”, ovvero che quanto più possibile dovrebbe arrivare dalla Cina. Questa convinzione è alla base  della rapida espansione dell’energia rinnovabile, perchè tende ad essere prodotta in Cina.

La Cina è già diventata la più grande produttrice di turbine a vento e pannelli solari, ed ha in programma di diventare nei prossimi decenni la più grande produttrice di impianti nucleari. La Cina investe nelle energie rinnovabili il doppio di quanto investito dagli Stati Uniti.

Ma la sicurezza energetica spiega anche il continuo affidarsi al carbone, del quale la Cina ha le terze più grandi riserve al mondo dopo gli Stati Uniti e la Russia. Utilizzare carbone, che produce quattro quinti dell’elettricità cinese, ha fatto del Paese il più grande produttore di gas serra dal 2006.

Il ministro del Commercio americano, Gary Locke, ha dichiarato che anche l’amministrazione Obama vuole incoraggiare la sicurezza energetica cercando metodi di produrre più energia pulita negli Stati Uniti. ”Certo – ha detto Locke – l’indipendenza è un’alta priorità per il presidente Omama, e energia indipendente significa sicurezza energetica”.

La Cina esportava petrolio fino ai primi Anni Novanta, ma l’anno scorso ha superato gli Stati Uniti come principale cliente dell’Arabia Saudita per petrolio e gas. E’ questa una grande preoccupazione per i governanti cinesi perchè il grosso delle importazioni di greggio passa attraverso gli Stretti di Malacca, tra Singapore e la Malesia da una parte e Indonesia dall’altra, un’area ”di influenza americana”.

Fonte: Blitz Quotidiano, 18 giugno 2010

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