Nasce in rete l’agenzia che vende bar ai cinesi

Genova: «Il primo portale di annunci gratuiti dove comprare e vendere bar – ai cinesi». Il messaggio pubblicitario apparso su alcuni adesivi attaccati in giro per la città lì per lì lascia perplessi. Sembra uno scherzo, non lo è.

Il sito web di cui si parla, comprovendobar.com, esiste veramente e lancia la nuova frontiera del business commerciale giunto dall’Estremo oriente. Con gli imprenditori cinesi che fanno un passo avanti: non più solo comprare direttamente, cash, gli esercizi (spesso stremati da crisi e fisco), ma porsi anche come intermediari per trovare, presto e bene, l’acquirente cinese per il locale di cui l’italiano vuole liberarsi.

Nella foto: Zhan Song Hai al caffè Laiolo di via Lomellini, uno dei primi locali storici rilevati da cinesi.

Sfogliando le pagine del sito, si scopre che l’iniziativa è a cura del “Gruppo Affari”, una realtà imprenditoriale con sede in via dell’Ombra, una strada del Levante di Genova. Il titolare del sito è Gianni Yan, nato in Cina ma residente in Italia da molti anni, dove con la sua famiglia si è occupato della gestione di bar, ristoranti e negozi. “Al fine di soddisfare le crescenti fortissime di richieste abbiamo creato un portale bilingue e un team di professionisti in grado di soddisfare ogni esigenza. Comprovendobar si occupa della pubblicazione e della traduzione del vostro annuncio ed è rivolto alla compravendita dei bar in Italia”, recita il sito.

La peculiarità è proprio nell’idea di fare da “ponte” tra imprenditori cinesi e italiani con questi servizi, “creati per abbattere la barriera linguistica che fino ad ora ha diviso le due culture e ha reso difficili i rapporti economico-commerciali”, si legge ancora. Qualche errore di ortografia, ma il sito c’è e funziona, e gli annunci sono decine: non solo da Genova, ma da tutta la Liguria, dal Basso Piemonte, e anche da altri centri italiani dove titolari di bar, trattorie, perfino delle vituperate sale slot, che nell’immaginario comune sono viste come altamente redditizie, cercano un compratore dall’Estremo oriente.

Il sito consente di pubblicare annunci gratuiti, ma per avere maggiore visibilità, e soprattutto per godere della traduzione in cinese, si pagano dai 30 euro in su: nulla di diverso da altri servizi di annunci online già presenti da anni sul web.

Nulla di illegale né di scandaloso, ma sembra legittimo domandarsi se non siamo di fronte a un salto di qualità, una “escalation”, nel passaggio delle piccole attività commerciali da mani italiane a mani straniere.

Di Alessandro Palmesin, Il Secolo XIX, 22/08/2014

Fonte: http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2014/08/22/ARSMGujB-cinesi_agenzia_vende.shtml

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