Nasa ribadisce politica di non cooperazione con la Cina

Joshua Philipp, The Epoch Times, 10.10.2013

Alla prossima conferenza Nasa sulla tecnologia del telescopio i cittadini cinesi non avranno accesso, così l’agenzia ribadisce la politica statunitense di non cooperazione con la militarizzazione dello spazio promossa dalla Repubblica Popolare Cinese.

La conferenza dell’8 e 9 novembre sul programma del telescopio spaziale Kepler della Nasa è considerata l’evento più importante per gli studiosi specializzandi nella ricerca di pianeti al di fuori del sistema solare e la posizione dell’agenzia ha causato delle polemiche.

Il Guardian, giornale con sede nel Regno Unito, ha parlato di diversi ricercatori che starebbero boicottando la conferenza a causa della politica della Nasa di escludere gli studiosi cinesi.

(Nella Foto: Alcuni addetti ai lavori si preparano a regolare il telescopio Kepler al terzo livello Delta II, all’Hazardous Processing Facility dell’Astrotech a Titusville nel 2009)

La Nasa obbedisce alle leggi degli Stati Uniti dal 2011, quando il parlamentare Frank Wolf – presidente della House of Commerce, Justice, and Science Appropriations Subcommittee (Sottocomitato della Camera per gli Stanziamenti del Commercio, Giustizia, Scienza e Agenzie correlate) – ha inserito per la prima volta il linguaggio giuridico nell’atto che sta a fondamento dell’agenzia, con lo scopo di impedire alla Nasa e all’Ufficio per la Scienza e Tecnologia della Casa Bianca di usare fondi federali per la diplomazia con la Cina.

Greg Autry, autore di Death by China (Uccisi dalla Cina)ha affermato in un’intervista email: «Penso che Wolf abbia fatto la cosa giusta, ma il governo cinese approfitterà dell’ingenuità degli studiosi americani a vantaggio del loro naturale rifiuto per le azioni restrittive».

Ha poi aggiunto: «In tutto questo c’è dell’ironia, precisamente nel fatto che inCina tutto ciò che è reale è reso inaccessibile agli americani e anche alla maggior parte del popolo cinese per quanto riguarda questo argomento. In Cina tutto è una restrizione della libertà di partecipazione delle persone».

Il regolamento è stato rinnovato a marzo, ma in passato era già incappato in simili reazioni negative.

Nel maggio del 2011, due giornalisti di Xinhua, media statale controllato dal Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese, erano stati allontanati dal Kennedy Space Center in Florida, durante il lancio di un razzo. Xinhua, in seguito ai fatti, ha pubblicato un articolo accusando Wolf di ostacolare la cooperazione tra Stati Uniti e Cina.

Anche nel 2011 l’Ufficio per la Scienza e Tecnologia della Casa Bianca aveva subito una perdita del 32 percento dei fondi dopo aver contrastato il Congresso e ignorato il regolamento.

A maggio del 2011 Wolf ha difeso la propria posizione durante una testimonianza di fronte alla Commissione Usa-Cina. Ha sottolineato che il programma spaziale della Cina è guidato dall’Esercito di Liberazione del Popolo (Pla) e ha affermato: «Gli Stati Uniti non hanno alcun interesse a cooperare con il Pla per svilupparne il programma spaziale».

Alcuni dubbi sulle intenzioni cinesi per quanto riguarda la tecnologia spaziale, sono sorti con l’incidente del gennaio 2007 quando, senza avviso, la Cina ha distrutto con un’arma anti-satellite con base a terra, uno dei propri satelliti, provocando la dispersione in orbita di circa 2.500 pezzi di rottami.

Una fuga di notizie dal Dipartimento di Stato causata da WikiLeaks riporta i dettagli della risposta americana all’incidente, inclusi i tentativi di dialogo con la Cina. Mostra che la Cina non ha dato alcuna ‘risposta significativa’ a nessuno dei Paesi per quanto riguarda il test delle armi.
Afferma poi che gli Stati Uniti hanno interrotto la cooperazione con la Cina a proposito dei programmi spaziali facendo notare che: «Una delle ragioni principali di questa presa di posizione è la continua mancanza di trasparenza da parte della Cina a proposito dell’insieme delle proprie attività spaziali».
Da allora la Cina ha sviluppato e testato numerose armi anti-satellite. Il test più recente, riportato dal Washington Free Beacon il 2 ottobre, è avvenuto alla fine di settembre quando la Cina ha messo in moto una nuova arma segreta anti-missile utilizzando tre satelliti con armi meccaniche per catturare altri satelliti.

Il rapporto del 2013 sulla Cina fatto dal Pentagono afferma che: «Gli strateghi del Pla considerano centrale la capacità di sfruttare lo spazio e negare l’accesso agli avversari per intraprendere una guerra moderna e informatizzata».

Il documento sostiene che: «Pubblicamente la Cina tenta di dissipare ogni scetticismo sulle proprie intenzioni militari per quanto riguarda lo spazio», ma la politica interna sembra affermare il contrario. Il rapporto cita poi un analista del Pla: «lo spazio è il punto di comando per le informazioni sul campo di battaglia – lo stesso continua –Distruggere o catturare satelliti e altri sensori… priverebbe l’avversario della possibilità di agire sul campo e [renderebbe difficile, ndr] il pieno utilizzo delle loro armi di precisione guidate».

Riporta anche degli scritti del Pla che: «enfatizzano la necessità di distruggere, danneggiare e interferire con le ricognizioni del nemico… e con le comunicazioni satellitari».

Autry ha affermato: «La maggior parte degli occidentali coinvolti nella ricerca spaziale hanno la visione di un futuro nello spazio aperto e pacifico per tutto il genere umano, guidati da persone sagge e coraggiose ‘alla Star Trek’.

Chi mai vorrebbe vedere la razza umana rappresentata di fronte all’universo da unregime brutale e totalitario? Dovremmo accogliere la Cina nello spazio solo quando avrà un governo civilizzato degno di rappresentare l’umanità. Cosa che adesso non ha».

Fonte:http://www.epochtimes.it/news/nasa-ribadisce-politica-di-non-cooperazione-con-la-cina—124328

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.