Napoli, traffico di scorie velenose: business Casalesi-Cina-Pakistan

Da Napoli a Shangai: in Cina, ma anche in molti altri porti orientali, arrivano rifiuti speciali partiti dal porto di Napoli. I traffici cambiano direttrici, ma gli organizzatori restano gli stessi: la malavita organizzata made in Campania alla quale si stanno affiancando i boss cinesi. Criminali di tutto il mondo uniti: nel malaffare, ovviamente.
In questo caso, però, non c’è solo uno slogan, ma anche un’inchiesta giudiziaria che, partita dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, avrebbe coinvolto anche la Dda napoletana.
Tutto sarebbe cominciato con il sequestro di un carico di rifiuti speciali, soprattutto pezzi di vecchie automobili smontate, che dallo scalo marittimo napoletano sarebbero state inviate oltremare per fornire materie prime alle imprese cinesi, malesi, pakistane. Materiale di scarto da smaltire e riciclare, riconvertendolo in prodotti finiti di seconda e terza qualità.
Seguendo le tracce dei rottami i carabinieri del nucleo ambiente di Napoli avrebbero ricostruito un vasto giro criminale e anche la destinazione finale dei rifiuti speciali utilizzati come materia prima nelle imprese del lontano oriente. Una sorta di riciclo che non ha niente a che vedere con la difesa dell’ambiente. I viaggi d’oltremare sono, infatti, clandestini: i documenti certificano la presenza nei container di materiali diversi e innocui. E anche la destinazione finale spesso non è quella dichiarata. Dietro i clan della camorra, si indaga anche sui Casalesi.
Un giro d’affari miliardario che, invertendo le rotte dei traffici, continua a garantire guadagni da capogiro alla malavita…

Daniela De Crescenzo

Fonte: Il Mattino, 30 gennaio 2011

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