Nadia Toffa e il suo impegno contro i falsi Made in Italy. [VIDEO]

Se n’è andata la Guerriera Nadia Toffa a 40 anni, lasciando tutti sconcertati. “Nulla sarà più come prima” scrivono oggi Le Iene dalle loro pagine Facebook per dire addio alla giornalista impegnata in moltissime cause con inchieste e denunce.

Nella vita e nel lavoro, una guerriera. Anche per tutelare il made in Italy.

[ GUARDA IL VIDEO ORIGINALE DE LE IENE ]

Questo suo aspetto lo ricorda oggi Coldiretti in una nota.

“Di Nadia Toffa ricorderemo la professionalità e l’impegno nel giornalismo d’inchiesta contro il falso Made in Italy che ha contribuito ad ottenere importanti risultati a difesa dei consumatori e degli agricoltori italiani. E’ quanto afferma la Coldiretti nell’esprimere il proprio cordoglio per la scomparsa della giovane conduttrice tv del programma Le Iene. Assieme a Nadia  fu possibile realizzare in Cina uno storico servizio di denuncia sulla piaga del concentrato di pomodoro asiatico spacciato per italiano che ha portato, qualche tempo dopo, a smascherare gli inganni con la conquista dell’obbligo dell’etichettatura d’origine su tutti i derivati dal pomodoro realmente Made in Italy”

Una battaglia per la trasparenza che – conclude Coldiretti – il nuovo Governo è ora chiamato a difendere in Europa e ad estendere a tutti gli alimenti commercio, anche eliminando una volta per tutte il segreto di Stato sui nomi delle aziende che importano alimenti dall’estero per rivenderli sotto la copertura di marchi nazionali. Un fenomeno denunciato proprio dalla Toffa che il Ministero della Salute si ostina però a negare nonostante una storica sentenza del Consiglio di Stato.

Le battaglie di Nadia Toffa hanno lasciato semi e germogli, e spetta a tutti portarle avanti, anche in suo nome.

Fonte: Informacibo,13/08/2019


Nadia è stata sempre determinata nelle sue scelte e decisioni ed è sempre andata avanti nonostante le numerose critiche rivolte a Lei . Anche per quanto riguarda l’inchiesta sul pomodoro cinese della brava Nadia, i soliti “polemici ” hanno bollato l’inchiesta come un caso di disinformazione. Ma i disinformati sono proprio quelli che  molto spesso non sono ben informati su certe tematiche. Infatti la Coldiretti nel gennaio del 2015 ha denunciato che i pomodori cinesi sono coltivati nei Laogai. Nella sontuosa cornice di Palazzo Rospigliosi, a Roma, il 28 marzo 2011, la Coldiretti aveva presentato il rapporto della  Laogai Research Foundation intitolato  “DAI LAGER CINESI ALLE NOSTRE TAVOLE”, sui laogai e le importazioni agroalimentari dalla Cina. I lavori erano stati aperti dal Presidente della Coldiretti, Sergio Marini, il quale aveva evidenziato la necessità di una denuncia e di una presa di coscienza del fenomeno, con tutti i suoi risvolti economici e sociali.

Grazie Nadia, sei il nostro baluardo

Laogai Research Foundation Italia Onlus,14/08/2019

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