Mulan, il film Disney a 3 giorni dall’uscita è già nel mirino di attivisti e sostenitori della democrazia

La protagonista di Mulan, Liu Yifei, supporta le violenze della polizia cinese contro i manifestanti pro democrazia. E fa scaturire, suo malgrado, un boicottaggio al film appena uscito su Disney +.

Non ha avuto una gestazione semplice Mulan, nuovo live action di casa Disney. Oltre ad essere uscito – per ora solo a pagamento su Disney + – con sei mesi di ritardo (inizialmente sarebbe dovuto arrivare al cinema a marzo, per poi slittare prima a luglio, poi ad agosto e infine a settembre a causa di ritardi legati al coronavirus), non è stato accolto favorevolmente da tutti gli utenti.

Non tanto per la pellicola in sé, che è stata apprezzata dalla critica, ma per la polemica internazionale che gli sta velocemente montando intorno.

L’appoggio alla polizia di Liu Yifei, protagonista di Mulan 

Diversi attivisti e sostenitori della democrazia, in tutto il mondo e in primis nei paesi asiatici, stanno cercando di boicottare la pellicola che vede come protagonista l’eroina cinese Mulan. A far nascere la polemica attorno al film era stata, l’anno scorso, l’attrice statunitense (ma di origini cinesi) Liu Yifei, ovvero la protagonista del remake del cartone animato uscito nel 1998.

 

Nel pieno delle durissime proteste pro-democrazia del 2019-2020 (contro la legge sull’estradizione nella terraferma cinese di persone arrestate a Hong Kong), la Yfei aveva infatti espresso il suo appoggio alla polizia di Hong Kong, che aveva soffocato nella violenza qualsiasi tipo di opposizione. «Supporto la polizia di Hong Kong. Adesso potete tutti attaccarmi. Che vergogna per Hong Kong», aveva scritto l’attrice su Twitter.

L’attivista Joshua Wong e l’hashtag #boycottmulan 

L’attivista e politico hongkonghese 23enne Joshua Wong (sotto), dopo aver sentito le parole dell’attrice, aveva fatto partire il boicottaggio della pellicola con l’hashtag #boycottmulan, e pochi giorni fa ha espresso il suo dissenso anche su Twitter.

 

«Il film è in uscita oggi», ha scritto Wong, «ma dato che la Disney si prostra davanti a Pechino e che Liu Yifei ha pienamente e orgogliosamente appoggiato le brutalità della polizia di Hong Kong, invito tutti coloro che credono nei diritti umani a boicottare Mulan».

Per molti, se esistesse oggi una vera Mulan, sarebbe la leader delle proteste contro la democrazia per le strade di Hong Kong, non certo un’attrice cinese naturalizzata americana, che, dal suo esilio dorato statunitense, offre appoggio alla spietata polizia del regime cinese

Fonte: Io Donna,07/09/2020

Articolo in inglese,The Guardian:

Disney remake of Mulan criticised for filming in Xinjiang 

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