Mongolia: la signora Zhao Guirong rilasciata dopo quasi sei anni di torture e di abusi in carcere

La signora Zhao Rong Gui,  di Bairin Right Banner, città di Chifeng, è stata rilasciata dopo essere stata imprigionata per oltre cinque anni e mezzo.

Il 6 aprile 2010 la donna è stata arrestata e rinchiusa in un centro di detenzione. Il 6 dicembre 2015 è stata rilasciata dopo aver scontato cinque dei sette anni imputati, nel carcere femminile di Hohhot.

Torturata con bastoni elettrici

La signora Zhao è stata segnalata alla polizia per aver distribuito DVD di Shen Yun Performing Arts nella città di Daban. Dopo essere stata arrestata, Zhang Haitao, capo della Divisione di Sicurezza Nazionale, ha ordinato alla polizia di portarla nella loro stazione, dove l’ha interrogata e le è ha chiesto se avesse aggiunto il suo nome alla lista dei persecutori sul sito web Minghui (*). Lei gli ha risposto che quello che aveva scritto in quell’articolo era vero.

In seguito, più di dieci agenti l’hanno trascinata in una macchina della polizia. Tre di loro si sono seduti su di lei nel tragitto che conduceva al centro di detenzione di Bairin Right Banner. Arrivati a destinazione, prima di metterla in cella, gli agenti hanno usato dei bastoni elettrici per colpirla.

 
Ricostruzione della tortura: colpire con un bastone elettrico

Ciocche di capelli strappate

Zhang Guoli, capo del centro di detenzione di Bairin Right Banner, ha chiamato la signora Zhao nel suo ufficio per interrogarla, dove vi era anche presente l’Ufficiale Zhang Ying. Quando Zhang le ha chiesto perché era stata incarcerata, lei ha risposto che il motivo era perché praticava il Falun Gong. Zhang ha iniziato a rimproverarla e le ha strappato una manciata di capelli, che in seguito ha bruciato in un bidone della spazzatura. Dopo questo brutale evento la donna ha iniziato uno sciopero della fame per protestare contro i maltrattamenti ricevuti, ma di contro è stata alimentata con la forza.

Il 12 aprile Zhang Guoli ha chiamato nuovamente la praticante nel suo ufficio, dove vi erano presenti anche gli ufficiali Bai Li e Gao Xuefeng: doveva tenere una targhetta davanti al petto, mentre Gao Xuefeng gli scattava una foto. Quando la signora Zhao si è rifiutata di reggerla, Gao si è arrabbiato ed ha nuovamente strappato una ciocca dei suoi capelli. Infine, i due ufficiali tenendola per le braccia le hanno scattato la foto.

Iniettata con sostanze sconosciute

Per diversi giorni Zhang Haitao (capo della Divisione di Sicurezza Interna) e gli ufficiali nel centro di detenzione hanno iniziato a sottoporre la praticante ad alimentazione forzata e a iniezioni di droghe sconosciute. Zhang ha ordinato alle detenute di monitorarla, minacciandole di privarle del cibo, se non avessero fatto come gli era stato imposto.

Dopo aver ricevuto una visita da una persona della procura (*), ha iniziato a sentirsi confusa e a non ricordare nulla. Sedendosi, ha notato che la parete bianca le sembrava gialla. Allora, mentre le due detenute incaricate di controllarla erano distratte, la signora Zhao si è tirata fuori l’ago che le era stato inserito.

Il 26 aprile Zhang Haitao è ritornato al centro di detenzione per interrogare la signora Zhao. Non avendo riferito il suo nome come le era stato incaricato di fare, Badama, una guardia, l’ha rimproverata e schiaffeggiata.

Nel frattempo, la sua famiglia ha assunto un avvocato difensore di Pechino, ma quando l’avvocato ha tentato di fare visita alla donna nel centro di detenzione, non gli è stato permesso di incontrarla.

Incastrata e condannata

L’8 giugno 2010 la signora Zhao è stata sottoposta a processo. La polizia ha falsamente affermato che due pacchi di materiale informativo sul Falun Gong appartenevano a lei. L’avvocato ha parlato in sua difesa e il procuratore, Bao Jie, non è stato in grado di offrire una controprova. Il giudice che ha presieduto ha subito annunciato il rinvio del processo.

Alcuni giorni dopo, la donna è stata informata che la condanna era stata emessa e che era di sette anni di carcere. Così ha provato a fare appello alla corte intermedia, ma un rappresentante ha fatto finta di interessarsi al suo caso facendogli qualche domanda di circostanza. Il 23 agosto 2010 è stata trasferita al carcere femminile di Hohhot,.

Torture nel carcere femminile di Hohhot

In prigione, la signora Zhao è stata immediatamente portata al “gruppo sotto stretto controllo”, dove è stata costretta a guardare e leggere del materiale sulla propaganda del Partito Comunista Cinese (PCC) contro il Falun Gong.

A partire dal 1° ottobre è stata costretta a stare in piedi per lunghi periodi di tempo senza poter bere acqua, mentre veniva insultata ed aggredita fisicamente dalle detenute Yu Demei e Gao Hailing, che eseguivano l’ordine delle guardie.

Dopo il 14 ottobre è stata costretta al lavoro forzato.

Il 6 luglio 2012 è stata riassegnata al “gruppo sotto stretto controllo” per un lavaggio del cervello ad alta intensità. Dopo i primi giorni di agosto, in seguito a sbalzi di pressione, è stata portata in un ospedale locale, ma il personale ha sostenuto che non era affetta da nessuna patologia.

Il regime quotidiano e la vita in carcere

A partire dal 29 luglio 2015 ai praticanti è stato ordinato di partecipare alle sessioni di lavaggio del cervello giornaliere. L’acqua potabile è stata rigorosamente razionata. Di Wenyan, capo della sezione della prigione, ha ordinato alle prigioniere di ridurre le pause alla toilette e di aumentare l’orario di lavoro forzato.

Il lavoro forzato coinvolge molte ore di lavoro straordinario, violando così le regole della prigione di Stato, che ha fissato un limite di 8 ore di lavoro per giorno. Alle detenute è stato detto di mentire quando gli ispettori vengono a controllare, mentre alcune detenute si fanno corrompere dal capo sezione per essere esentate dal lavoro.

I pasti consistono in panini al vapore e in zuppe di verdure in piccole porzioni. Quando il menù del pasto era di carne, la maggior parte del contenuto era composto da ossa.

Il 6 dicembre 2015 la signora Zhao è stata rilasciata e portata all’Ufficio 610 (*) di Bairin Raight Banner, dove le è stato chiesto come fosse stata “trasformata” (*) e se avesse ancora praticato il Falun Gong. La signora Zhao ha risposto loro: “Io seguirò solo i principi di Verità, Compassione e Tolleranza e studierò gli insegnamenti del Maestro Li.”

(*)GLOSSARIO

Clearharmony,14/03/2016

English version,Minghui:

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