Mongolia Interna, regime cinese responsabile di abusi e appropriazioni di terreni

Carol Wickenkamp, Epoch Times, 30.12.2013

L’appropriazione indebita dei terreni e la colonizzazione da parte degli agricoltori e minatori cinesi sostenuta dal regime comunista cinese (Pcc), sono la fonte dei problemi legati ai diritti dell’uomo in Mongolia, secondo quanto affermato da un gruppo per i diritti umani.

Nel Sud della Mongolia Interna si verificano regolarmente violazioni dei diritti umani di ogni sorta, ha riferito Enghebatu Togochog, direttore del Southern Mongolian Human Rights Information Center (Smhric) con sede negli Usa, in un’intervista al The Diplomat la scorsa settimana.
«Gli abitanti della Mongolia del Sud hanno completamente perso la loro fiducia nel Partito Comunista, che è stato l’unico attore politico responsabile di aver progettato, attuato e difeso la politica coloniale cinese nella Mongolia del Sud – ha riferito ancora al The Diplomat – Il Pcc, essendo la fonte principale di tutti i problemi in Cina e nella Mongolia del Sud, non porta alcun cambiamento positivo ma peggiora solo la situazione».

All’inizio di questo mese, un gruppo di allevatori della Mongolia Interna sono statiespulsi da Pechino per aver insistentemente protestato tramite delle petizioni indirizzate ai funzionari contro l’occupazione dei loro terreni da parte dei funzionari locali, una base militare e dei minatori cinesi Han. I diciassette allevatori sono stati mandati nelle loro case e posti sotto ‘rigorosa’ sorveglianza e restrizioni, ha riferito Radio Free Asia (Rfa).

«Il caso degli allevatori dell’Urad Middle Banner non è un episodio isolato ma solo la punta dell’iceberg. Centinaia di incidenti simili stanno accadendo nella Mongolia del Sud, quasi quotidianamente», ha spiegato Togochog.

Ad agosto un allevatore è stato picchiato a morte dagli operai ferroviari cinesi Han mentre protestava contro l’appropriazione indebita dei suoi terreni e i suoi parenti sono stati messi agli arresti domiciliari, secondo quanto riferisce Rfa.

A giugno uno scontro tra sei allevatori mongoli e una società forestale statale che operava illegalmente sui loro terreni da pascolo, è finito con l’arresto degli allevatori e con un processo frettoloso. Le loro famiglie hanno riferito a Rfa che agli allevatori non è stata concessa un’adeguata difesa legale e che il processo è stato ‘sbrigativo’.

La moglie di uno degli allevatori è stata picchiata con un bastone elettrico anche quando ormai aveva perso conoscenza; è successo all’entrata del Tribunale, dato che la polizia antisommossa cercava di impedire alle famiglie di partecipare al processo, ha riferito la cognata della vittima.
«Hanno picchiato mia cognata con un bastone elettrico fino a farla cadere a terra – ha detto Longmei – Abbiamo quindi iniziato a gridare che quello doveva essere un processo aperto, chiedendo spiegazioni sul perché non ci facevano entrare».
Gli allevatori rischiano fino a sette anni di carcere per ‘sabotaggio’ e ‘distruzione di beni’.

COLONIALISMO

Togochog ha affermato che il Pcc ha sostenuto la migrazione dei Cinesi nella Mongolia del Sud, essendo il regime coloniale fondato su dei principi di base che incoraggiano laconfisca e lo sfruttamento delle terre degli allevatori mongoli. I media statali hanno riferito i piani di ‘sviluppo’ per trasferire nella Mongolia Interna i residenti di Sichuan rimasti sfollati dopo il terremoto del 2008, ha riportato il Smhric all’inizio di quest’anno aFreedom House, anche se il regime continua a negare tutto ciò.

Nel mese di agosto almeno tredici Mongoli sono stati arrestati e sanzionati con pena amministrativa senza alcun processo per aver pubblicato su internet dei reclami circa la proposta di reinsediamento dei cinesi Han nella regione.

Un blogger è stato punito per ‘diffusione di voci’, quando ha riferito che 50 mila cinesi dello Sichuan dovevano essere trasferiti in una zona abitata da soli 20 mila contadini Mongoli dove le case erano già state costruite per loro, ha asserito un rapporto di Radio Free Asia. Lo stesso blogger ha pubblicato anche che altri 80 mila cinesi sarebbero stati spostati in un’altra zona e altri 100 mila ancora in un’area differente.
«L’immigrazione cinese è sempre stata, è e continuerà a essere la causa principale di tutti i tipi di violenza e abusi dei diritti umani nella Mongolia meridionale. Le reali fondamenta del regime coloniale cinese nella Mongolia meridionale si basano e sono sostenute dalla migrazione cinese», ha riferito Togochog al The Diplomat.

Fonte, Epoch Times:http://www.epochtimes.it/news/mongolia-interna-regime-cinese-responsabile-di-abusi-e-appropriazioni-di-terreni—125000

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