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Money transfer, fiume di denaro verso la Cina. Sequestri della Finanza a dodici imprenditori cinesi

Conti bancari, auto e immobili per 4,5 milioni di euro sequestrati dalla Guardia di Finanza.

Firenze, 17 novembre 2016 – Ben 64 rapporti bancari, undici immobili, dodici autoveicoli, contanti e quote societarie per un valore complessivo di oltre 4 milioni e mezzo di euro. E’ il bilancio dei sequestri portati a termine dalla Guardia di Finanza di Firenze nei confronti di dodici imprenditori cinesi residenti nelle province di Firenze, Prato e Roma.

Il provvedimento, emesso dal Gup del Tribunale di Firenze Anna Liguori su proposta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze (sostituto procuratore Giulio Monferini) è lo sviluppo delle attività ispettive economico-finanziarie avviate dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Firenze a seguito di alcune operazioni messe a segno fra il 2011 e il 2012 che svelarono l’esistenza di un sodalizio criminale che, tramite alcuni money trasfer, provvedeva a inviare nella Repubblica Popolare Cinese ingenti capitali di provenienza illecita, aggirando la normativa di settore.

In particolare, il contante trasferito all’estero era diviso in tantissime tranche al fine di far figurare operazioni finanziarie di piccole entità al di sotto di 1.999 euro, soglia che all’epoca dei fatti non prevedeva la segnalazione alle autorità finanziarie di controllo. Per farlo, le operazioni venivano intestate a persone fittizie oppure soggetti inconsapevoli.

Le attività di controllo fiscale hanno accertato i reali mittenti delle somme di denaro trasferite all’estero e la provenienza illecita, frutto di attività economiche non dichiarate.

Le misure cautelari reali eseguite dalla Guardia di Finanza di Firenze sono state emesse sulla base delle verifiche fiscali eseguite sul conto dei dodici imprenditori cinesi che hanno portato anche alla loro denuncia per i reati tributari di infedele e/o omessa dichiarazione fiscale. Complessivamente, dall’inizio delle attività ispettive, intraprese nel 2011, ad oggi sono 50 le persone, tutte di origine cinese, denunciate all’autorità giudiziaria mentre i sequestri di beni ammontano a oltre 15 milioni di euro.

La Nazione,17/11/2016