Monaci tibetani picchiati, arrestati dalla polizia cinese per aver divulgato notizie sulla distruzione della statua del Buddha.[Video]

Il mese scorso le autorità cinesi hanno distrutto una statua di Buddha alta oltre 30 metri , causando una reazione di indignazione del Dipartimento di Stato americano.

 

Le autorità della provincia del Sichuan, nella Cina occidentale, stanno picchiando e arrestando i monaci tibetani sospettati di aver informato i contatti esterni della distruzione di una statua sacra.

Il Buddha alto oltre 30 metri che si trovava nella contea di Drago (in cinese, Luhuo) nella regione autonoma tibetana di Kardze (Ganzi) è stato preso di mira e demolito a dicembre da funzionari che hanno affermato che la statua era stata costruita troppo in alto.

I monaci di un monastero locale e altri residenti tibetani sono stati costretti ad assistere alla distruzione, un’azione che gli esperti hanno denunciato che questa azione dissacratoria fa parte di una campagna in corso per sradicare la cultura e la religione nazionale tipiche del Tibet.

Undici monaci del monastero Gaden Namgyal Ling di Drago sono stati ora arrestati dalle autorità cinesi con l’accusa di aver inviato notizie e foto della distruzione della statua, segnalate esclusivamente questa settimana da RFA, a contatti fuori dalla regione.

Secondo una fonte tibetana, ” che sei  tibetani sono stati arrestati per aver comunicato al di fuori del Tibet”

“E pochi giorni prima dell’inizio della demolizione della statua, l’abate Pelga, la sua assistente Nyima e i monaci Tashi Dorje e Nyima del monastero di Drago sono stati presi in custodia dalle autorità cinesi affermando che dovevano ricevere una lezione”.

“I monaci sono stati brutalmente picchiati e non hanno ricevuto cibo in prigione, e uno è stato percosso così brutalmente che rischia di perdere uno dei suoi occhi . E’ in atto  un atteggiamento indifferente dei tibetani locali e le autorità cinesi stanno costringendo alcuni di loro a stare fuori senza vestiti al freddo intenso”.

Secondo le fonti di  RFA e verificate,  “Sono state imposte nuove restrizioni ai tibetani in seguito alla demolizione della statua,  utilizzando immagini satellitari commerciali”.

“I tibetani locali non possono appendere bandiere di preghiera fuori dalle loro porte. E i loro camini, che a volte vengono utilizzati per rituali di purificazione, vengono distrutti”.

“La polizia cinese sta ora percuotendo i tibetani con scuse irragionevoli come non avere ‘un’espressione corretta’ sul viso. Alcuni tibetani sono svenuti e altri sono stati costretti a stare fuori al freddo e poi vengono rilasciati senza spiegazioni”.

Il Dipartimento di Stato americano in una dichiarazione ha espresso “profonda preoccupazione” per le notizie sulla distruzione della statua.

“Noi continuiamo a pressare le autorità della RPC a rispettare i diritti umani dei tibetani e la conservazione dell’ambiente del Tibet, nonché l’identità culturale, linguistica e religiosa unica delle tradizioni tibetane”, ha affermato il Dipartimento di Stato.

“Lavoreremo con i nostri partner e alleati per spingere Pechino a cessare gli abusi in corso contro i tibetani e tornare al dialogo diretto con il Dalai Lama o i suoi rappresentanti tibetani, senza precondizioni, per risolvere le divergenze”.

Sophie Richardson, direttrice cinese di Human Rights Watch con sede a New York, ha aggiunto che la demolizione della statua da parte della Cina e la repressione dei tibetani che divulgano la notizia della sua distruzione mostrano che “i credenti religiosi non possono fare affidamento sulle salvaguardie legali o costituzionali della loro fede”.

La Cina nella sua attuale fase di “ideologia ultranazionalista e statalista dà tutto il potere allo stato e considera la società civile con sospetto e disprezzo”, ha affermato Richardson.

Traduzione di Arcipelago laogai: in memoria di Harry Wu

Fonte: RFA, 07/01/2022

Articolo in inglese:

Tibetan monks beaten, arrested for sharing Buddha statue destruction news 

 

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