Modello cinese: e se lo dice Cacciari.

Da mesi ormai siamo in preda ad un vera e propria confusione sociale e politica che porterà il nostro Paese ad organizzarsi secondo il modello cinese. Questa è in estrema sintesi l’Italia che il filosofo Cacciari racconta in una lunga intervista su “Il Paragone”: “Autoritarismo, in Italia si va verso il modello cinese”. L’ultimo affondo di Cacciari.


E come dargli torto. Un Paese in piena crisi dei valori in cui il nichilismo degli asterischi trionfa incontrastato sostituendosi alla ragione. Un Paese in cui l’informazione è sempre meno libera ma sempre più asservita a quel modello di economia globalizzata dal quale oggi la comunicazione dipende completamente.

“Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!” Diceva Dante, ma la situazione da allora non è molto cambiata, grazie ad una classe politica sempre più arrivista che non si nutre dell’esempio dei “migliori”, della saggezza dei Classici ma dell’ingordigia dei potenti; che non ha una visione del Paese ma solo del proprio “particolare” vendendo la Nazione al miglior offerente.

E questo in effetti è già accaduto nel Marzo 2019 quando il ministro Di Maio ha firmato il cosiddetto “memorandum” sulla “Via della Seta”, contribuendo a svendere al regime cinese, parti di infrastrutture strategiche come i porti di Genova e Trieste col pretesto di progettare l’ampliamento di moli o potenziarne i collegamenti con l’Est.

Ha ragione quindi il filosofo Cacciari quando afferma: “Autoritarismo, in Italia si va verso il modello cinese” perchè non è difficile immaginare che il PCC abbia delle mire espansionistiche in Europa usando l’Italia come “Cavallo di Troia” fino ad infilarsi fin dentro le Istituzioni: COMUNICATO LAOGAI RESEARCH FOUNDATION: TENTATIVO DI BOICOTTAGGIO CONFERENZA LICEO SCIENTIFICO “DINI” DI PISA

E già ma tutto questo ai nostri politici non sembra interessare, piuttosto preferiscono coprirsi di ridicolo imponendo di chiamare una donna avvocata o assessora, oppure quando da oltreoceano viene imposto di inserire in ogni pubblicità un uomo “di colore”, quando obbediscono supini ad una ragazzina che urla ogni venerdì che “stiamo uccidendo il Pianeta” a causa dei combustibili fossili ignorando il fatto che l’estrazione del Litio per le batterie crea più danni che benefici. Dunque siamo nelle mani di chi decide come “chiamare” le cose da un lato, chi detiene il potere economico dall’altro. Due binari che corrono in parallelo e noi siamo su quel treno che corre veloce verso la catastrofe.

Ma allora la domanda del filosofo è quanto mai illuminante: oggi il Green Pass domani l’auto elettrica e dopodomani in braccio a Xi Jinping che dominerà il mondo intero come sta facendo già con gli  Uiguri, Hong Kong, Taiwan, Tibet.

Forse affermare che la democrazia sia in pericolo non è cosi eccessivo: che in un futuro molto prossimo rischiamo che il “fero trace” porti la sua Legge in occidente è decisamente vicino alla realtà.

Mai come ora noi di Arcipelago Laogai ( https://www.laogai.it ) sentiamo il bisogno di continuare, nel nostro piccolo, a tenere alta l’attenzione su questi temi. Ne va della nostra libertà, ne va della nostra democrazia.

Articolo di Giuseppe Manes, Arcipelago laogai : in memoria di Harry Wu-14/12/2021

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