Ministro cinese della Sanità: “fosca” la situazione della sicurezza alimentare

Approvata una legge che aumenta gli standard di qualità e i controlli sugli alimenti. Ma il ministro sottolinea che occorre verificarne l’applicazione effettiva. Pechino cerca di recuperare la fiducia pubblica dopo lo scandalo del latte “alla melamina”. Ma i danneggiati non riescono ad ottenere risarcimenti.  “Al momento attuale, la situazione della sicurezza alimentare in Cina rimane fosca con alti rischi e contraddizioni”. E’ il commento ufficiale del ministro della Salute, in un documento consegnato oggi alla stampa, dopo che il 28 febbraio il Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo, massimo organo legislativo, ha approvato una nuova legge.  La legge, in vigore dal prossimo 1° giugno, aumenta i requisiti di qualità per i cibi e introduce maggiori controlli, per meglio disciplinare una situazione troppo frammentaria che non ha impedito gravi adulterazioni. Inasprite le sanzioni civili e penali per produttori e responsabili. Il Paese è ancora sotto choc per lo scandalo del latte “alla melamina” esploso a settembre, con almeno 6 neonati morti e circa 300mila malati ai reni. La melamina ha una composizione chimica simile alle proteine, per cui può far sembrare ricco di nutrimento un alimento invece povero di proteine. Ma è velenosa per l’uomo. A gennaio due persone sono state condannate a morte per avere prodotto o venduto latte adulterato ed è stata condannata all’ergastolo la responsabile della Sanlu, la ditta casearia maggiore responsabile, poi fallita.

Chen Xiaohong, viceministro alla Sanità e responsabile della sicurezza alimentare, ha ricordato che “la grande ragione per la nuova legge è che la vicenda della Sanlu ci ha mostrato la gravità del problema. Abbiamo capito che occorre rinforzare regole e controlli”.

L’opinione pubblica è furente anche perché il Paese è stato già colpito per anni da una serie di scandali per la nocività, tra gli altri, di dentifrici, farmaci, giocattoli, prodotti ittici e cibo per animali. Nell’ottobre 2007 il governo ha già approvato una nuova legge per la sicurezza alimentare, che i fatti hanno dimostrato ancora inadeguata.

La melamina è stata trovata anche in molti prodotti caseari cinesi esportati, suscitando sfiducia nell’intero settore.

La gente è infuriata pure per la difficoltà ad ottenere risarcimenti adeguati ai gravi danni causati ai neonati. Oggi l’avvocato Li Jinglin ha detto che un gruppo di 54 persone, i cui bambini hanno contratto gravi malattie per il consumo del latte alla melamina, ha presentato una richiesta di risarcimento per 8 milioni di yuan (circa 800mila euro) contro la produttrice Qingdao Shengyuan Dairy Co. Ltd. Ma non si sa se il tribunale di Qingdao ammetterà la domanda. Molte corti hanno dichiarato “inammissibili” simili richieste, per ragioni apparse pretestuose come la necessità di attendere l’esito delle indagini ufficiali.

Fonte : AsiaNews

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