Merce cinese ‘Made in Italy’, nel Napoletano sequestro per 1 mln

Merce per circa un milione di euro proveniente dalla Cina, ma con etichette ‘Made in Italy’, è stata sequestrata nel corso di un’operazione del Gico di Napoli e dello Scico di Roma, coordinata dalla Dda partenopea. Sotto sequestro circa 73mila capi d’abbigliamento per uomo (abiti, giacconi, giacche, cappotti) e 89mila accessori (bottoni, cerniere ed etichette) destinati al commercio e custoditi in un deposito di Arzano, riconducibile alla ‘Confezioni Rega srl Unipersonale’. Nella sede della società è stata anche rinvenuta documentazione utile alle indagini e circa 300 tra motoseghe, martelli pneumatici, cassette utensili, generatori elettrici e scuotitori meccanici sprovvisti della dichiarazione e della certificazione di conformità alla direttiva europea in materia di sicurezza dei prodotti. L’operazione ‘Gomorrah 2’ rappresenta la naturale prosecuzione di quella denominata ‘Gomorra’ che, nel maggio 2010, portò all’arresto di 9 persone e al sequestro di beni per circa 9 milioni di euro. L’indagine era iniziata nel 2009 raccogliendo segnalazioni provenienti da diversi Paesi dell’Unione europea su elettroutensili e di alta tecnologia provenienti dalla Cina con marchi falsi e pericolosi per la salute dei cittadini. In quel contesto, la Dda di Napoli avviò uno scambio di informazioni con le autorità giudiziarie dei Paesi membri dell’Eurojust. Nel procedimento avviato dai magistrati partenopei si analizzava l’ipotesi di un’organizzazione internazionale, probabilmente legata alla camorra, con base a Napoli e dedita all’importazione dalla Cina e alla commercializzazione in numeri Stati europei, ma anche in Australia e altri Paesi di prodotti contraffatti. Il prosieguo delle indagini ha portato a una serie di tronconi e al Gruppo Rea, costituito da italiani residenti anche in Spagna e dedito all’importazione e alla commercializzazione in Europa di merce contraffatta e pericolosa. Lo scorso mercoledì 13 luglio, nell’ambito da una vasta operazione di polizia denominata ‘Leatherface’ diretta dall’autorità giudiziaria spagnola di Malaga, sono stati arrestati anche gli italiani Giulio Rea e Vittorio Pascarella, indagati in Spagna per associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale e alla falsificazione ed eseguite una serie di perquisizioni e sequestri. Sulla scorta di quanto comunicato dall’autorità spagnola e, in base alle indagini condotte in Italia, sono stati emessi 12 decreti di perquisizione per associazione per delinquere e contraffazione. Le perquisizioni sono state eseguite oggi ad Arzano, Ottaviano, Calandrino, nel Napoletano; a San Felice a Cancello e Santa Maria a Vico, in provincia di Caserta, a Locorotondo (Bari) e a Tivoli (Roma) nei confronti di 8 persone (6 italiani e due dell’Est Europa) e di 4 società. Perquisite anche le abitazioni dei fratelli Giulio (detenuto in Spagna), Michele, ora in Spagna per aiutare il fratello arrestato, e Santolo Rea.

Fonte: TM News, 19 luglio 2011

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