“Made in Italy”, arriva l’etichetta a difesa del lavoro – Tessile, arriva il made in Italy “doc”

Se non ci saranno ripensamenti durante la votazione al Senato, quella sull’etichetta «made in Italy» potrebbe essere una delle poche leggi bipartisan degli ultimi mesi. Approvato alla Camera quasi all’unanimità (5 favorevoli e solo due gli astenuti) il Ddl «Reguzzoni-Versace» introduce l’etichettatura obbligatoria sui prodotti tessili, dell’abbigliamento, dell’arredo casa, delle calzature e della pelletteria.

Per la prima volta in Italia una legge stabilisce che nell’etichetta «l’impresa produttrice deve fornire in modo chiaro e sintetico informazioni specifiche sulla conformità dei processi di lavorazione alle norme vigenti in materia di lavoro, sulla certificazione di igiene e di sicurezza dei prodotti, sull’esclusione dell’impiego di minori nella produzione, sul rispetto della normativa europea e sul rispetto degli accordi internazionali in materia ambientale».

L’impiego della denominazione «Made in Italy» sarà permesso esclusivamente per prodotti realizzati su territorio nazionale ed in particolare se almeno due delle fasi di lavorazione saranno stati eseguite in Italia e se per le rimanenti fasi sarà verificabile la tracciabilità.

«È una svolta importante spiega Marco Reguzzoni, vice presidente dei deputati della Lega che toglie a molte imprese la tentazione di delocalizzare all’estero e salva quindi i posti di lavoro. Inoltre il segnale di compattezza dato dal Parlamento è un messaggio chiaro all’Europa: la nostra legge è compatibile con il regolamento comunitario e ora ci attendiamo che siano loro ad adeguarsi a noi». Un evento che si augurano anche negli ambienti della moda italiana: «Non bisogna dimenticare dice Michele Tronconi, presidente Sistema moda Italia che il mercato europeo rimame quello pi importante per le mostre imprese. Per questo sarebbe utile sbloccare definitivamente il regolamento Ue sull’obbligo di etichettatura d’origine per i prodotti di provenienza extraeuropea».

Isidoro Trovato

Nota di redazione: Ottima  iniziativa dei Parlamentari Reguzzoni e Versace. E’ un peccato tuttavia che insieme al lavoro minorile non sia stato inserito il lavoro forzato. Comunque ci auguriamo che il lavoro forzato possa essere aggiunto al Senato. In ogni caso questa legge riconferma la posizione dell’Italia all’interno dell’Unione Europea come protagonista della campagna per la tracciabilità dei prodotti importati nell’UE e per l’applicazione della clausola sociale nel commercio internazionale.

Fonte: Corriere della sera, 11 dicembre 2009

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