Lottava contro gli espropri, muore a Natale in un incidente sospetto

Il capo di un piccolo villaggio della Cina meridionale, che lottava contro le requisizioni forzate dei terreni operate dal governo, è morto il giorno di Natale in uno strano incidente stradale. I suoi concittadini, convinti che sia stato un omicidio ordinato dalle autorità, hanno cercato di impedire che il caso venisse insabbiato: la loro resistenza dimostra la crescente insofferenza della popolazione cinese nei confronti del governo e dei suoi soprusi.Il governo della provincia meridionale del Zhejiang è stato costretto a inviare circa 1.000 poliziotti in tenuta anti-sommossa per disperdere gli abitanti del villaggio di Zhaiqiao, che non volevano che il cadavere di Qian Yunhui venisse fatto sparire dal luogo dell’incidente. Qian, 53 anni, è stato colpito e ucciso da un furgone guidato da un uomo senza patente. Nel corso di una conferenza stampa, la polizia ha definito il tutto “un semplice incidente legato al traffico”.Il capo villaggio è molto noto nella zona per la sua battaglia contro le requisizioni forzate del governo. È stato arrestato nel 2004, 2005 e 2008 per le sue petizioni contro l’esproprio dei terreni  a danno dei contadini: l’ultima volta si era scagliato contro una centrale elettrica, che aveva rubato la terra pagando dei risarcimenti minimi a chi la lavorava. Per questo era stato condannato a due anni di galera: ne era uscito lo scorso luglio.
Molti utenti di internet non credono all’incidente. Il Southern Metropolis News, nella sua edizione di oggi, riporta l’opinione di dozzine di residenti secondo cui “gli abitanti del villaggio hanno cercato di proteggere la scena dell’incidente dall’intervento della polizia, che voleva semplicemente portare via il cadavere. Molti chiedevano un’inchiesta, pensando che si tratti di un omicidio. Sono intervenuti più di mille poliziotti, con gli scudi e i manganelli elettrici, per disperderli”.
La figlia, il fratello minore e altri parenti del capo villaggio sono stati arrestati, insieme ad altri 6 residenti che si sono scontrati con i poliziotti. Secondo la ricostruzione del China Business Week, il giorno dell’incidente alcuni testimoni hanno visto delle guardie senza uniforme portare Qian di peso davanti al furgone, che poi lo ha decapitato. La polizia sostiene che l’unica telecamera di sicurezza presente sul luogo non ha registrato nulla “per problemi tecnici”.
La morte di Qian ha dominato la Rete. Oltre 4 milioni di utenti internet hanno letto sul sito dell’agenzia di stampa Xinhua gli articoli relativi alla sua morte, e altri 200mila hanno commentato. Diversi organi di stampa hanno pubblicato editoriali per chiedere alle autorità di intervenire. Per ora sono entrati in azione soltanto i censori, che hanno cancellato gli interventi di Qian dal popolare forum Tianya.

Fonte: Asia News.it, 29 dicembre 2010

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